PROMO PA | 18 maggio 2019 10:31

Efficientamento energetico, 500 milioni ai Comuni

E' del 14 maggio il decreto del Mise che assegna i contributi stanziati dal Decreto Crescita  ( art.30, comma 1, del decreto-legge 34/2019) in favore dei Comuni, per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile. I contributi assegnati ammontano complessivamente a 500 milioni di euro e variano in funzione del numero dei residenti: 50.000 euro per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, 250.000 euro per i comuni che hanno più di 250.000 abitanti.

I Comuni hanno poco tempo per individuare i progetti finanziabili e affidare i lavori, perché per accedere al finanziamento, l'esecuzione dei lavori deve necessariamente iniziare entro il 31 ottobre 2019. Fondamentale pertanto risulterà la preventiva valutazione degli immobili attraverso la diagnosi energetica, per individuare dove intervenire con i progetti di risparmio energetico.

I contributi dovranno essere utilizzati per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico, quali interventi di illuminazione pubblica, risparmio energetico degli edifici pubblici, installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e sviluppo territoriale sostenibile.

Gli interventi finanziati si pongono dunque in linea con gli obiettivi di politica energetica nazionale ed europea (come la Strategia Energetica Nazionale - Sen e gli obiettivi in tema ambientale al 2030), anche al fine di ridurre il consumo finale lordo di energia e di accelerare l'evoluzione verso gli edifici a energia quasi zero. La norma mira, altresì, allo sviluppo territoriale sostenibile attraverso interventi in ambito sociale (ad esempio, abbattimento barriere architettoniche), messa in sicurezza del patrimonio pubblico e mobilità sostenibile, nonché interventi per l'adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

L'erogazione del contributo avviene in due quote: la prima del 50% dell'importo a inizio lavori e il saldo sulla base della regolare esecuzione e del collaudo dei lavori. Il Comune beneficiario del contributo può finanziare una o più opere pubbliche, a condizione che esse non abbiano già ottenuto un finanziamento pubblico e siano aggiuntive rispetto a quelle già programmate sulla base degli stanziamenti contenuti nel bilancio di previsione del 2019.

Non mancano le criticità, espresse dalla Rete delle Professioni Tecniche (Rpt) in sede di audizione alla Camera sul Decreto Crescita. Secondo Rpt, infatti le norme per la crescita sono «articolate per lo più in una molteplicità di incentivi che spesso intervengono in ambiti limitati e specifici, non organicamente correlati».

Il punto debole viene peraltro individuato nel «fatto che i progetti finanziati con tali risorse debbano essere, improrogabilmente, avviati entro ottobre 2019». La celerità nella realizzazione degli investimenti pubblici ovviamente è sempre auspicabile, ma la RPT ritiene che la progettazione di qualità a monte di tale processo debba essere fatta con i necessari approfondimenti e non sull'onda dell'emergenza.

E' dunque necessario che gli Enti interessati realizzino tempestivamente le diagnosi energetiche per gli edifici interessati, premessa indispensabile per valutare e progettare gli interventi necessari per accedere ai finanziamenti.

Teresa Cervino