Oggi | 2 maggio 2019 14:45

The State of the Union, cinque proposte dall'Italia

«Non sono più i giorni in cui l'Europa veniva ignorata in modo benevolo dai cittadini: ora riconosciamo l'importanza dell'Europa, ma la sua legittimità è sempre più sfidata nei Paesi membri». Con questa riflessione Renaud Dehousse, presidente dell'Istituto Universitario Europeo, ha aperto a Firenze l'edizione 2019 della conferenza europea "The State of the Union", che ha preso il via agli Archivi storici della Ue a Villa Salviati.

Nel suo intervento, il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi (nella foto) ha lanciato cinque proposte per rilanciare l'Unione, senza passare dalla riforma dei trattati ma attraverso accordi fra i governi degli Stati membri: dare al Parlamento europeo potere di iniziativa legislativa; dare carattere politico alla Commissione; emettere titoli di debito europeo e introdurre tasse europee su holding e giganti della rete, per sostere il bilancio dell'Unione; adottare una politica comune sui migranti; adottare il principio della maggioranza, e non dell'unanimità, per le scelte di politica estera.

«Dobbiamo avere obiettivi chiari, perché altrimenti non sono spiegabili ai cittadini, e questo crea un problema», ha affermato Moavero, lamentando «quanta cattiva informazione sull'Europa ascoltiamo quotidianamente», e rimpiangendo «la lungimiranza che caratterizza i leader di razza, quella lungimiranza che avevano i leader degli anni '50. Ora siamo prigionieri di una quotidianità molto complicata».