Oggi | 19 aprile 2019 13:11

Ricorso Ecolat, sequestrato il 5,14% di Sei Toscana

Il Tribunale delle Imprese di Firenze ha disposto e confermato il sequestro giudiziario del 5,14% del capitale sociale di Sei Toscana, gestore del servizio dei rifiuti urbani nell'Ato Toscana Sud, su ricorso presentato dal socio Ecolat (gruppo Estra). Una decisione salutata positivamente dalla stessa Ecolat, secondo cui «la decisione del Tribunale conferma la necessità di ristabilire un equilibrio societario e una corretta dialettica tra i soci che abbia come primario fine quello di migliorare il servizio per i cittadini».

La vicenda affonda le sue radici nell'aumento di capitale deliberato nel 2014 dall'assemblea dei soci di Sei Toscana, il cui organo amministrativo ritenne non validi i conferimenti effettuati da Ecolat e Cooplat con il proprio credito da finanziamento soci, «reputando invece valide - si legge in una nota di Ecolat - le compensazioni effettuate da altri soci tra cui Sta», e richiedendo dunque un versamento in denaro.

«Tale decisione - si legge ancora - veniva impugnata da Ecolat e Cooplat che, nell'ambito del giudizio, proponevano una domanda cautelare diretta ad ottenere, in via provvisoria e d'urgenza, l'anticipazione dell'accoglimento delle domande avanzate nel giudizio di merito. Pendente la decisione sulla domanda cautelare, Sei Toscana in gran fretta procedeva alla vendita in danno delle quote sottoscritte da Ecolat e Cooplat a favore principalmente di Sta. Prima che si concludessero le vendite in danno, Ecolat e Cooplat, in via prudenziale, al fine di "bloccare" tali vendite in danno, liberavano anche in denaro le quote sottoscritte. Anche questi versamenti in denaro non venivano accettati da Sei Toscana che quindi procedeva a trasferire gran parte di queste quote a Sta».

Nel maggio 2018 il Tribunale ha dato ragione a Ecolat e Cooplat, ordinando a Sei di ritenere avvenuta la liberazione per compensazione dell'aumento di capitale sociale; Ecolat ha allora presentato un ricorso per sequestro giudiziario inerente la quota venduta da Sei. In data 28 marzo 2019 il Tribunale ha disposto il sequestro, confermandolo con ordinanza del 15 aprile «non ritenendo fondate - si legge - nessuna delle censure sollevate da Sta».