Oggi | 12 aprile 2019 19:56

«Prospettive per il 2019? Non siamo tranquilli»

Il +4,5% segnato dall'export toscano nel 2018 è il risultato di andamenti assai differenziati nelle varie province: Lucca ha chiuso l'anno con vendite all'estero in crescita del 9,8%, Prato si è fermato a +1,9%, Pistoia ha realizzato +1,8%.

«Risultati complessivamente buoni anche se ci sono segnali d'allarme su alcuni settore-chiave», afferma il presidente di Confindustria Toscana nord (Lucca, Prato, Pistoia), Giulio Grossi, ricordando che nell'ultimo trimestre del 2018 la produzione industriale ha rallentato e che l'export di alcuni settori-chiave come il cartario di Lucca ha segnato -2,6% per effetto dell'aumento di prezzo della cellulosa. Per questo Grossi invita a «tenersi lontani da ogni trionfalismo», sottolineando le preoccupazione che arrivano anche da Germania e Francia per il tessile pratese, i possibili dazi Usa e l'incognita della Brexit.

«Per il complesso dell'industria di Lucca, Pistoia e Prato le prospettive per l'anno in corso non ci lasciano tranquilli», sottolinea Grossi. «Mentre siamo costretti a misurarci con problemi macroeconomici incontrollabili - conclude il presidente degli industriali - auspichiamo che da parte della politica e delle amministrazioni pubbliche a tutti i livelli venga fatto tutto il possibile per favorire le attività produttive e aiutarle a essere competitive».