Oggi | 12 aprile 2019 18:58

La crisi ha abbattuto i margini delle Pmi toscane

La presenza delle Pmi in Toscana è sostanzialmente tornata ai livelli precedenti alla crisi del 2008, ma non il loro margine operativo: secondo i dati Cerved resi noti oggi, le piccole e medie imprese censite in Toscana nel 2017 sono state 11.125, in calo rispetto alle 11.384 del 2007, ma in aumento rispetto alle 10.886 del 2016. Se il loro fatturato è cresciuto del 4,3% dal 2016 al 2017, e del 7% nel decennio fra 2007 e 2017, il margine operativo lordo, incrementato del 3,3% in un anno, accusa invece un -31,5% nel confronto fra il 2007 e il 2016.

In termini occupazionali, gli addetti delle Pmi toscane nel 2016 sono stati 273.451 addetti, di cui il 58,9% nelle piccole imprese e il 41,1% nelle medie. I pagamenti dei fornitori avvengono a 69,8 giorni. Le Pmi fortemente esportatrici medie e piccole in Toscana sono il 21,8% del totale. In termini di classe di rischio creditizio, a fine 2018 le Pmi di capitali che si caratterizzano per uno score in area di sicurezza (24,7%) o solvibilità (40,5%) sono risultate sensibilmente più numerose di quelle che si posizionano in area di vulnerabilità (24,9%) o di rischio (10%); i loro debiti finanziari sono cresciuti dell'11,2% fra il 2007 e il 2017.

«Lo scenario economico - affermano Confindustria e Cerved - davanti a cui si trovano le Pmi del Centro-Nord inizia a farsi più incerto, e il ritmo con cui i risultati economici degli ultimi anni si consolidano diventa sempre più lento. Nel Centro-Nord, come in tutto il paese, servono perciò più imprese eccellenti, cioè più robuste, più capitalizzate, più aperte e più internazionalizzate, per premere di nuovo sull'acceleratore. E una politica economica che torni a considerarle come il principale motore del benessere e della ricchezza del Paese».