Oggi | 11 aprile 2019 17:46

«Serve un margine di tolleranza per estrarre il marmo»


Non è soddisfatta della sentenza del Tar Toscana che ha "promosso" la normativa regionale transitoria sugli "sconfinamenti" nell'escavazione (art. 58 bis legge regionale 35/2015), ma Confindustria Massa Carrara guarda il bicchiere mezzo pieno: «I giudici amministrativi nelle motivazioni della sentenza (a pagina 18) suggeriscono sugli sforamenti una soluzione che preveda un margine di tolleranza per evitare il blocco delle lavorazioni», affermano in una nota sollecitando l'introduzione di questo «margine di tolleranza nell'escavazione, oltre la volumetria autorizzata nel singolo sito estrattivo, da comunicare con segnalazione certificata di inizio attività».

Questa, secondo gli industriali, appare la «soluzione ragionevole», in contrasto con l'attuale previsione di un limite di tolleranza generalizzato e determinato in termini quantitativi (1.000 m³) per ogni cava, qualunque siano le dimensioni.

«I giudici ritengono che sia necessaria una normativa che tenga conto sia delle peculiarità delle lavorazioni in cava sia delle differenze fra diversi siti estrattivi - afferma Confindustria Massa Carrara - riteniamo che questa indicazione possa essere utile nel confronto che stiamo portando avanti, e vogliamo continuare a portare avanti, con le istituzioni e le parti sociali per arrivare a una definizione condivisa delle regole del settore lapideo che sia in grado di restituire a imprese e lavoratori quelle certezze che oggi, purtroppo, mancano».