Oggi | 14 marzo 2019 16:51

Legge sugli appalti, via libera dalla Giunta regionale

La Giunta regionale ha licenziato la nuova proposta di legge sugli appalti, frutto del protocollo con associazioni di categoria e sindacati firmato lo scorso gennaio. L'obiettivo dichiarato dalla Regione Toscana è quello di valorizzare lavoro e aziende ed evitare che una gara d'appalto si trasformi in una corsa al ribasso sui costi della manodopera, della sicurezza e tutela della salute, sulla qualità dell'opera e dei servizi messi a gara. «Un rischio ancora maggiore in periodi di crisi economica - afferma la Regione - con la beffa di mettere ai margini le imprese più corrette e più attente alla qualità del lavoro e ai diritti dei lavoratori».

Con la proposta di modifica della legge 38 del 2007 si introduce il Durc di congruità, ovvero l'inserimento nel documento di regolarità contributiva di una ulteriore verifica della congruità fra numero dei lavoratori dichiarati, importo dell'opera e versamenti contributivi per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare: una sperimentazione che riguarda gli appalti sopra i 2 milioni di euro. Inoltre viene rafforzata la clausola sociale, introducendo criteri di premialità soprattutto per gli appalti di servizi; si rafforza, soprattutto per i servizi, l'obbligo di suddividere la gara d'appalto in lotti di dimensione adeguata, con premialità per raggruppamenti temporanei di piccole e micro imprese.

Sul versante della legalità si rafforza il ruolo dell'Osservatorio regionale sugli appalti, che segnalerà eventuali anomalie rispetto alla media di gare analoghe. Si introduce il "patto di integrità", un documento che contiene una serie di obblighi che rafforzano comportamenti trasparenti e corretti sia per l'amministrazione che per gli operatori economici, la cui accettazione costituisce presupposto necessario per partecipare alle singole procedure di affidamento. Si garantisce con l'anonimato il dipendente che segnali l'esistenza di illeciti di cui sia venuto a conoscenza. Nel prezzario regionale si introduce, accanto a quelli territoriali, un ambito regionale.

Secondo le prime rilevazioni dell'Irpet, riportate dalla Regione, il 2018 risulta in linea con il precedente anno per quanto riguarda la spesa pubblica veicolata attraverso le gare per l'affidamento di lavori o per la fornitura di beni e servizi, che attiva circa il 5% del Pil. Il numero delle procedure di gara di importo superiore ai 40 mila euro è stato nel 2017 pari a 9.101, 887 in più rispetto al 2016. Nel 2017 sono state fatte 2.590 gare di appalto per lavori, 3.606 per servizi, 1.194 per forniture sanitarie, 1.711 per forniture non sanitarie, con importi messi a gara per 6,1 miliardi di euro complessivi. Per quanto riguarda i soli lavori pubblici, invece, nel 2018 i dati di Ance rivelano una ripresa dei bandi di gara fra i 5 e i 15 milioni di euro.

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