Oggi | 12 marzo 2019 14:04

Toscana Nord, rallenta la produzione

La produzione industriale dell'area Lucca-Pistoia-Prato segna nel quarto trimestre 2018 un incremento dell'1,7% rispetto allo stesso periodo del 2017, inferiore rispetto ai due trimestri precedenti, portando il risultato dei dodici mesi al +2,7% rispetto al 2017. Lo rivela la rilevazione congiunturale realizzata dal Centro studi di Confindustria Toscana Nord, che ha preso in esame un campione rappresentativo di imprese manifatturiere con più di 9 addetti delle sue tre province. L'incremento in media d'anno è stato del 4,3% a Pistoia, dell'1,8% a Lucca e dello 0,5% a Prato.

Le prestazioni migliori a livello di settore appartengono alla metalmeccanica, che conferma il proprio ruolo di traino con un tasso di crescita medio della produzione elevato anche nel quarto trimestre (+7,4% tendenziale), chiudendo l'anno a +8%. Il settore moda ha avuto un andamento diversificato, compreso fra la flessione del cuoio e calzature (-1,2% tendenziale) e la crescita dell'abbigliamento (+4%), in questo caso, però, con un rallentamento rispetto alla parte centrale dell'anno; la moda ha chiuso l'anno a +1,9% sul 2017.

Al contrario, la carta e cartotecnica è il comparto che ha sofferto in misura maggiore, segnando un -2,4% che porta leggermente in negativo il dato annuale (-0,3%). Buoni, anzi i migliori fra i quattro trimestri dell'anno, i dati dell'alimentare (+2,5%, chiusura dell'anno a +0,2%) e del lapideo (+4,1%, chiusura dell'anno a -0,8%); anche il settore del mobile ha avuto un andamento positivo nel quarto trimestre, con un +0,5% che fa seguito al +0,7% del terzo trimestre e che limita la perdita dell'anno (-0,9%). Positivi i dati della plastica e chimica (+1,7% il trimestre, +2,2% la chiusura dell'anno).

«Rispetto all'andamento negativo - commenta il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi (nella foto) - che ha avuto il Pil nazionale nel quarto trimestre, a quel -0,1% che ha segnato l'ingresso dell'Italia nella recessione tecnica, potremmo esprimere una qualche soddisfazione per come il manifatturiero del nostro territorio ha saputo difendere il suo posizionamento o quantomeno limitare i danni. Ma come imprenditori dobbiamo avere lo sguardo proiettato ben al di là dell'immediato e del contingente. E se si guarda un po' più avanti la percezione più diffusa è quella di preoccupazione».