Oggi | 12 marzo 2019 19:52

Ferragamo, l'utile scende del 21%

Una luce in fondo al tunnel si vede: «I margini di Ferragamo miglioreranno nel 2019, nonostante l'incremento dei costi», ha annunciato il direttore finanziario del gruppo fiorentino del lusso, Alessandro Corsi, durante la conference call sui risultati di bilancio 2018 approvati oggi, 12 marzo, dal consiglio di amministrazione.

Il gruppo presieduto da Ferruccio Ferragamo chiude l'anno con un utile netto in calo del 21,1% a 90 milioni di euro. Il margine operativo lordo (ebitda) segna -13,8% a 214 milioni, il risultato operativo (ebit) -19,5% a 150 milioni. Il dividendo che sarà proposto all'assemblea è di 0,34 euro per azione ordinaria, contro 0,38 euro dell'esercizio precedente. L'unica voce in miglioramento del bilancio 2018 è la posizione finanziaria netta: la liquidità sale da 127 a 169 milioni. I ricavi consolidati, già comunicati nelle settimane scorse, scendono del 3,3% a cambi correnti e dell'1,7% a cambi costanti, a 1.347 milioni di euro. Si contraggono anche gli investimenti, pari a 71 milioni di euro (contro gli 88 del 2017) spesi per il rinnovamento dei negozi, il polo logistico in costruzione vicino a Firenze, i progetti It.

Il 2019 sarà dunque un anno di grande lavoro per Micaela Le Divelec, la manager in arrivo da Gucci diventata amministratore delegato sette mesi fa che non è ancora riuscita a imprimere l'inversione di tendenza (-3,5% i ricavi del quarto trimestre). «Il trend generale di gennaio e febbraio è stato positivo», ha detto il direttore finanziario.

La nota ufficiale del gruppo però non si sbilancia: «In uno scenario caratterizzato da limitata visibilità, Ferragamo punta alla valorizzazione del brand e all'ottimizzazione dei processi e della struttura organizzativa", mirando a creare "i presupposti per una crescita sostenibile nel medio periodo».

A deludere nel 2018 è stata l'area Asia-Pacifico, primo mercato per il gruppo, che ha segnato -1% nei ricavi (anche se la Greater China è rimasta positiva) e l'area Emea -6,1% penalizzata dal business wholesale, nell'ultima parte dell'anno, a causa di ritardate spedizioni per il cambio del partner commerciale in uno dei mercati strategici del Medio Oriente. In flessione anche il Nord America (-5,4% i ricavi).