Oggi | 8 marzo 2019 16:19

«Firenze discuta in Europa di sharing economy»

Firenze, come altre città italiane, sarebbe una preziosa aggiunta al gruppo di 40 città europee che sta discutendo i temi dell'economia collaborativa, la cosiddetta "sharing economy", a partire dalle ripercussioni sul turismo. L'invito viene da Elżbieta Bieńkowska, commissaria europea per il mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le Pmi, che oggi è stata protagonista di un dialogo pubblico sul futuro dell'Europa a Firenze, incentrato proprio sul tema della sharing economy.

«Sfortunatamente - ha detto - nel nostro gruppo di 40 città in cui stiamo discutendo dell'economia collaborativa non c'è neanche una città italiana: suggerirei a Firenze e ad altre città italiane di unirsi. L'Italia è davvero una delle destinazioni turistiche più importanti, e penso dovrebbe essere rappresentata tra le città che stanno discutendo il modello dell'economia collaborativa». Secondo la commissaria europea «non possiamo chiudere gli occhi e far finta che non esista l'economia collaborativa: c'è, e alle persone piace perché c'è un risparmio sui costi e si basa di più sulla fiducia. Ci sono nuove destinazioni che erano irraggiungibili in passato per il cittadino comune».

Tracciabilità e tutela dei prodotti, abbattimento dei costi dell'energia, riutilizzo industriale dei rifiuti tessili sono stati i temi al centro della visita di ieri di Bieńkowska a Prato, dove ha partecipato a un incontro istituzionale, ha visitato l'azienda tessile Manteco di Montemurlo, e ha cenato con una rappresentanza di imprenditori toscani. «Ho visitato un'azienda tessile - ha spiegato - che ricicla o riusa i materiali di scarto per produrre lana di altissima qualità: questo è un ottimo esempio di economia circolare, non lo conoscevo. L'economia circolare è una materia estremamente interessante ovunque in Europa, perché siamo leader nella sostenibilità, e vogliamo che i nostri bambini e noi stessi possiamo vivere in futuro in un paese che sia vivibile, quindi ecco perché vale la pena di mostrare in Europa storie di successo come questa, che è una buona pratica che stiamo mettendo in atto, a partire dalle grandi industrie e da quelle energivore».

Dunque, secondo la commissaria, «se diffondiamo questo tipo di azioni, questi passi verso la sostenibilità, in ogni settore, sicuramente potrà essere di aiuto perché porta risorse economiche in più e posti di lavoro in più per il territorio. Non abbiamo molte materie prime in Europa, quindi riutilizzare tutto ciò che usiamo nella nostra vita quotidiana porta molti benefici». E proprio l'implementazione della strategia europea sull'economia circolare a tutti i livelli, sostiene, è oggi troppo lenta.

A Prato Bienkowska ha sostenuto la necessità che il consumatore sia informato opportunamente sull'origine dei prodotti, anche tessili: «Non vogliamo il protezionismo ed erigere mura - ha affermato - ma allo stesso tempo non intendiamo essere ingenui verso la concorrenza sleale che viene dall'esterno. Vogliamo valutare cosa succede intorno a noi e i Paesi che nel mondo ci sono partner e amici, in un'ottica di commercio internazionale equo. La nostra strategia industriale europea "ombrello" che copre diversi ambiti si basa su digitalizzazione, economia circolare e sostenibile e competenze».