Oggi | 28 febbraio 2019 19:00

A Livorno e Massa Carrara 76 nuovi posti di lavoro

Partono 21 milioni di investimenti nell'area di crisi industriale "complessa" di Livorno e in quella di crisi "non complessa" di Massa Carrara, grazie ai contributi (5,3 milioni) appena assegnati dalla Regione Toscana. A realizzarli saranno 18 aziende del territorio (15 di Massa Carrara e 3 di Livorno) che si impegnano così a creare 76 nuovi posti di lavoro.

La taglia degli investimenti è piccola: il più importante è quello della Iglom, attiva nella produzione di grassi lubrificanti, che recupererà un altro capannone dell'area ex-Eaton di Massa per creare una nuova linea produttiva, investendo 4,3 milioni e ricevendo 951mila euro di contributo regionale; il più piccolo è quello della cooperativa Marble di Carrara che investirà 279mila euro (con un contributo regionale di 83.700 e un nuovo posto di lavoro) per comprare un impianto a getto d'acqua e un centro lavoro a controllo numerico per la lavorazione di lastre e masselli.

Le 18 aziende hanno risposto ai bandi regionali sui "protocolli di insediamento" emanati negli anni scorsi, che destinavano a questo strumento 10 milioni per Massa Carrara (con queste ultime assegnazioni la graduatoria approvata nel 2016 si è esaurita) e 10 milioni per Livorno (concessi quasi totalmente). Le 18 aziende sono - oltre a Iglom e Marble - sempre in provincia di Massa Carrara L.M. Graniti, Coilservice, Ambiente, Escavazione marmi Campanili, Figaia Cave, Franchi Umberto Marmi, Gemignani e Vanelli Marmi, Gualtiero Corsi, Four Seasons Italy, Successori Adolfo Corsi Carrara, Studi d'arte Cave Michelangelo, cooperativa cavatori di Gioia, Guido M.Fabbricotti; in provincia di Livorno Compolab, Hvm e Teslab.

I contributi regionali assegnati con i "protocolli di insediamento" non cancellano le difficoltà incontrate dalle aziende per accedere alle risorse previste dagli accordi di programma per le aree di crisi industriale, in particolare a quelle della legge statale 181/89 che richiede requisiti patrimoniali e finanziari e forti incrementi occupazionali (e infatti le risorse sono rimaste inutilizzate).