Oggi | 8 febbraio 2019 19:40

«Tavolo con le istituzioni o salta il distretto lapideo»

Attività delle cave sospesa, caos burocratico, rimpallo di competenze tra Comune di Carrara e Regione Toscana, sanzioni alle aziende e ricorsi al Tar a go-go: c'è di tutto nel distretto lapideo più litigioso d'Italia, al punto che la situazione non è più sostenibile.

Si è visto dopo l'assemblea degli industriali lapidei che si è svolta nella sede di Assindustria Carrara, e ora il presidente, Erich Lucchetti, lancia un ultimatum: «Le aziende e i lavoratori sono esasperati da uno stillicidio di provvedimenti che rischia di far saltare tutto, il punto di non ritorno è vicino - afferma - le istituzioni devono prenderne atto e compiere un gesto di responsabilità».

Il gesto, secondo Lucchetti che è vicepresidente di Confindustria Livorno-Massa Carrara, può essere solo uno, se si vuol evitare che si fermino gli investimenti e l'occupazione: un tavolo permanente di confronto («direi quotidiano e non solo politico, ma anche tecnico e operativo») con tutti i soggetti che hanno competenza nel settore, dal Comune alla Regione, dalla sovrintendenza all'Asl, dall'Arpat al Corpo forestale.

«L'obiettivo deve essere quello di affrontare e risolvere insieme, istituzioni, aziende e lavoratori, i problemi che insorgono prima che questi abbiano conseguenze devastanti in una logica di collaborazione e prevenzione». Altrimenti «esploderà la crescente esasperazione di un intero settore produttivo».

Un distretto che possiede una delle poche materie prime tricolori, il prezioso marmo bianco estratto dalle cave, emblema del made in Italy nel mondo, ma che da anni è attraversato da tensioni e contrasti tra le aziende (di estrazione e di trasformazione), le istituzioni e i sindacati in cerca di un difficile equilibrio tra industria, ambiente, sicurezza e mercato.