Oggi | 4 febbraio 2019 12:30

I produttori di tessuti a MilanoUnica con fiducia

Si lasciano alle spalle un anno buono, ma ora hanno davanti più di un motivo di preoccupazione i produttori di tessuti pratesi che sono in partenza per la fiera Milano Unica (dal 5 al 7 febbraio a RhoFieraMilano), uno degli appuntamenti più importanti del comparto arrivato alla 28esima edizione: presenti 470 espositori di cui una sessantina pratesi, che presentano le proposte tessili e accessori per la primavera-estate 2020.

Nel 2018 la produzione industriale di tessuti nel distretto pratese ha segnato +3,2%, anche se l'export - da sempre traino del mercato - è rimasto fiacco: +0,5% in valore nei primi nove mesi dell'anno scorso, con una contrazione del primo mercato di sbocco dei tessuti pratesi, la Germania (-1,2%). Tanto che fra gli elementi «potenzialmente critici per il futuro» gli industriali pratesi ora indicano proprio le dinamiche dell'export verso i Paesi europei, che pesano per il 71% e che nel 2018 hanno segnato -1,1%. In crescita invece l'Asia (+2,1%), le Americhe (+3,5%) e l'Africa (+28%).

Riguardo ai primi mesi dell'anno, le previsioni restano positive: «Siamo fiduciosi ma molto lontani da ogni trionfalismo - afferma Francesco Marini, coordinatore dei produttori di tessuti di Confindustria Toscana nord -. Le imprese tessili di Prato sono in grado di dare risposte a un mercato che richiede sempre più sostenibilità, servizio e proposte accattivanti ma non mancano i motivi di preoccupazione, dai dati sull'economia italiana alle tensioni sui mercati internazionali per i possibili ostacoli alla libera circolazione delle merci; anche le incertezze sulla Brexit si fanno sentire, così come le prestazioni non brillanti di molte economie europee».

A questo si aggiungono criticità specifiche che investono le imprese della filiera tessile, dall'incremento dei costi energetici e delle sostanze chimiche al problema rifiuti.

I produttori di tessuti pratesi sono 280; il 70% produce tessuti per abbigliamento, il resto tessuti speciali (a maglia, pelliccette, tecnici, spalmati). Nel 2017 il fatturato è stato di 1,85 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi all'export. Il comparto genera un'occupazione diretta di oltre cinquemila addetti.