Oggi | 1 febbraio 2019 18:45

La pelletteria Bmb ora passa ai manager

Cambia di nuovo proprietà l'azienda di pelletteria Bmb di Scandicci (Firenze), storico fornitore di borse per Chanel, fondata da Gianfranco Lotti nel 1968 e ceduta dallo stesso Lotti nel 2013 al fondo tedesco di private equity Halder.

Dopo più di cinque anni passati ad inseguire il rilancio, Halder ora getta la spugna e vende il 100% ai manager che lo stesso fondo aveva inserito in azienda, per salvarla, nell'aprile 2017.

L'operazione di management buy out vede in prima linea l'amministratore delegato Anton Magnani, italiano residente in Svizzera con una lunga esperienza nel settore moda, che acquisisce il 57,5% dell'azienda, affiancato dal direttore finanziario Stefano Zecchi col 22,5%. All'operazione, il cui valore non è stato reso noto, partecipano anche un altro manager e due membri del consiglio di amministrazione, tutti riuniti nella Luxury Industrial holding. A differenza di quanto avviene normalmente, a sostenere il management buy out non c'è uno sponsor finanziario.

Bmb è uscita dal concordato preventivo nell'aprile scorso ma non ha ancora ripreso la crescita. Il 2018 si è chiuso con un fatturato di 17 milioni e conti in rosso ("siamo vicini al pareggio", dice Magnani); quest'anno i ricavi dovrebbero risalire a 22 milioni, sui livelli del 2016-2017, con un margine operativo vicino all'8% e il ritorno all'utile.

Nel 2013, quando fu acquisita dal fondo, Bmb fatturava 35 milioni. A portare in acque pericolose è stato l'investimento pesante sul marchio ‘Gianfranco Lotti', che la Bmb aveva in pancia ma fino a quel momento aveva tenuto "dormiente" per dedicarsi alle produzioni per terzi. Il progetto non è mai decollato, e nei mesi scorsi Gianfranco Lotti si è addirittura ricomprato il marchio col suo nome dal concordato.

Ora l'azienda di Scandicci riparte dall'antica vocazione di terzista di borse per i marchi del lusso, quella che ha fatto grande il distretto fiorentino della pelletteria di lusso. A fianco del cliente storico Chanel ne sono arrivati altri, che daranno spinta alla produzione. "La fase di appannamento è alle spalle – dice Magnani – ripartiamo con un azionariato stabile e con la volontà di rimanere radicati nel distretto di Scandicci».