Oggi | 11 gennaio 2019 19:13

Pitti Uomo numero 95 brilla, i mercati no

L'innovazione applicata al prodotto e al modo di presentarlo in fiera è stata potente, ma non è bastata a richiamare a Firenze, al Pitti Uomo numero 95 che si è chiuso oggi 11 gennaio, i compratori in arrivo da mercati che stanno segnando il passo: Cina, Russia, Regno Unito e Francia si lasciando dietro presenze in calo. Così come l'Italia, dove i consumi non accennano a riprendersi (-4,6% la stima sui consumi finali di moda maschile nel 2018).

Alla fine il bilancio di Pitti Immagine, la società che organizza il salone diventato il più importante al mondo per la moda maschile, parla di un calo di compratori di circa il 5%, scesi sotto 24mila. La flessione più vistosa è quella dei francesi (-11%), ma anche gli italiani (che rappresentano la fetta più grossa, il 63%) non scherzano e segnano -8%.

In compenso i visitatori complessivi del salone, che ha presentato le collezioni per l'autunno-inverno 2019-2020 di 1.230 marchi (per il 46% stranieri), sono rimasti sugli stessi livelli dell'anno scorso: 36mila persone in tutto, che hanno portato una ricaduta economica milionaria sulla città.

Per gli organizzatori di Pitti Immagine il giudizio è positivo: «Il salone ha dato una straordinaria rappresentazione del grande lavoro che le aziende di moda stanno facendo per migliorarsi, dall'ideazione alla progettazione, dalla produzione alla presentazione delle collezioni», afferma Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. Aggiungendo: «Se penso a questo e al valore che Pitti Uomo rappresenta, qualche punto percentuale di compratori in meno è davvero l'ultima cosa che mi preoccupa».