Oggi | 11 gennaio 2019 12:45

Scarti di lavorazione: conciatori in aiuto dei pellettieri

I conciatori di Santa Croce sull'Arno (Pisa) vanno in soccorso dei pellettieri toscani e dei produttori di abbigliamento in pelle che non sanno più come e dove smaltire gli scarti di lavorazione, problema che da qualche mese sta diventando una vera e propria emergenza con l'aumento dei costi (anche per la mancanza sul territorio di termovalorizzatori e discariche).

«Stiamo lavorando al progetto di ritiro dei ritagli di pelle finita dai nostri clienti, ritagli che provvederemo ad avviare al massimo riutilizzo in una dimensione completa di economia circolare», ha annunciato Alessandro Francioni, presidente dell'Associazione conciatori, in occasione del convegno-evento "Emozione Pelle" organizzato in Palazzo Vecchio a Firenze durante i giorni del Pitti Uomo.

Per la filiera della pelle, che in Toscana conta una delle più alte concentrazioni al mondo di aziende di qualità, sarebbe una soluzione insperata e strategica: l'alleanza tra mondi vicini (geograficamente) e affini (industrialmente) nell'ottica del minor spreco e del massimo riutilizzo. Per la Regione Toscana, alle prese con la patata bollente dei pellettieri (ma anche dei produttori tessili e cartari) che chiedono impianti di prossimità per lo smaltimento degli scarti di lavorazione, significherebbe un sospiro di sollievo e un progetto pionieristico sulla strada dell'economia circolare.

E infatti il presidente regionale Enrico Rossi, intervenendo proprio a "Emozione Pelle", ha annunciato «tra poche settimane» un accordo di programma con gli imprenditori per risolvere nell'immediato la situazione degli scarti di lavorazione, accordo «che potrà essere preso ad esempio anche da altri distretti della Toscana per il miglioramento dell'economia circolare indicata dall'Europa».

Una strada che il distretto conciario di Santa Croce ha intrapreso da tempo sul fronte idrico e sta continuando a percorrere: «Tra i prossimi investimenti del distretto - ha annunciato Francioni- ci sono quelli per la realizzazione dell'acquedotto industriale che permetterà alle aziende di conciare con acqua civile depurata, oggetto dell'accordo di programma con Regione e ministero dell'Ambiente».