Oggi | 10 gennaio 2019 18:28

«Ok a Ieg ma la fiera orafa resti ad Arezzo»

Gli industriali orafi di Arezzo non chiudono la porta alla proposta d'acquisto arrivata dal colosso fieristico Ieg - che ha offerto 5,2 milioni per Oro Arezzo e Gold Italy , le rassegne dell'oro che si svolgono in primavera e in autunno (e che gestisce dal 2017) - ma chiedono più tempo per valutare l'offerta e reclamano garanzie per il territorio.

«Nel merito tale proposta non può essere valutata nel limitato lasso di tempo indicato da Ieg, cioè entro il 31 gennaio, vista la complessità giuridica dell'operazione e, soprattutto, l'importanza della stessa per il futuro del settore e della città», afferma Giordana Giordini, presidente della sezione Oreficeria e gioielleria di Confindustria Toscana sud (Arezzo, Siena, Grosseto), dopo la riunione con gli imprenditori associati da cui è emersa «l'opportunità di continuare il dialogo con Ieg, vista la necessità di avere un'unica regia a
livello nazionale nella gestione delle fiere del settore orafo».

Definita la strada, arrivano i paletti degli industriali: «Si dovrà tenere conto della congruità economico-finanziaria dell'offerta, ma anche delle garanzie del compratore sulla permanenza a lungo termine della fiera orafa ad Arezzo», aggiunge Giordini precisando che queste garanzie dovranno essere «assolute» e che Ieg si dovrà impegnare «a rendere le fiere aretine sempre più attrattive per i buyers». In quest'ottica Confindustria Toscana sud chiede che un imprenditore orafo partecipi alle trattative con Ieg per arrivare alla firma del contratto.

Firma che, a questo punto, potrà avvenire solo dopo la ricostituzione del consiglio di amministrazione di Arezzo Fiere, rimasto nei giorni scorsi senza tre dei cinque componenti che si sono dimessi.

La preoccupazione degli industriali, dunque, è legata alla possibile perdita di una rassegna che rappresenta un volàno economico per il territorio: «La fiera deve rimanere ad Arezzo - conclude Giordini - perché ha ricadute su un territorio e su un distretto in cui l'industria orafa è ancora fondamentale, perchè porta qui buyer che possono vedere e conoscere le nostre aziende, perché diffonde il nome di Arezzo nel mondo».