Oggi | 10 gennaio 2019 12:45

Barone: «La Normale ha perso una grande occasione»

«Nella torre d'avorio l'eccellenza muore». Vincenzo Barone risponde così, dalle pagine del Sole 24 Ore, a quanti (Senato accademico, personale amministrativo, studenti) lo hanno spinto a dimettersi da direttore della Scuola Normale di Pisa, per aver cercato di aprire una sede distaccata a Napoli, ribattezzata Scuola Normale Superiore Meridionale. Il progetto, finanziato dal Governo con 50 milioni, si sarebbe realizzato in partenership con l'Università Federico II, che ora andrà avanti da sola.

Per Barone «l'operazione ha dato fastidio», soprattutto dopo che è arrivato il finanziamento ministeriale di 50 milioni. «L'Ecole normale supérieure di Parigi è cinquanta volta più grande di noi: l'idea che in Italia solo 60 studenti della Normale e 120 del Sant'Anna siano meritevoli di una formazione di questo livello è demenziale. Questo tipo di formazione - dice ancora Barone - deve essere più larga e più diffusa sul territorio, e deve servire da spinta e da laboratorio per le Università generaliste».

Il disegno di sviluppare una rete di scuole d'accellenza è tramontato e Barone, che resterà come docente alla Normale, ritiene che «sia stata persa una grande occasione. Per tanti motivi - dice -, tra cui l'autoreferenzialità della Scuola Normale: docenti e allievi ritengono che qualunque allargamento significhi abbassare il livello».