Oggi | 7 gennaio 2019 10:50

La Toscana guida le Regioni contro il decreto Salvini

La giunta regionale della Toscana ha deliberato in favore della presentazione alla Corte costituzionale del ricorso contro il decreto Salvini sulla sicurezza. Il ricorso, scritto dall'avvocatura regionale, sarà presentato entro la fine del mese, e verterà principalmente sugli articoli 1 e 13 del decreto. Il provvedimento del governo, secondo la Regione, contiene violazioni di diritti fondamentali ed universali e violazioni di competenze delle Regioni, concorrenti ed esclusive, dalla cancellazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e l'impossibilità di rinnovo a condizioni invariate per chi già ce l'aveva, al divieto di iscrizione all'anagrafe pur avendo un permesso di soggiorno, fino al Daspo urbano che riguarda anche ospedali e presidi sanitari.

«Riteniamo che il decreto sicurezza - sostiene il presidente Enrico Rossi - tocchi direttamente e indirettamente le materie concorrenti. Quelle su cui, come prescrive l'art. 117 della Costituzione, abbiamo potestà legislativa come Regione. Vale a dire: l'assistenza sanitaria, il diritto alla casa e all'istruzione. Diritti essenziali che vanno garantiti senza distinzione di sesso, di razza e di religione. A conferma di quel che dico ricordo infatti che su queste materie abbiamo appena legiferato, presentando a fine dicembre una legge per la tutela dei «diritti essenziali della persona umana».

Con la decisione di presentare ricorso la Toscana guida ora un fronte di Regioni critiche sul decreto sicurezza: «Ci coordineremo con tutte le Regioni e i Comuni che ci hanno chiesto di capire cosa stiamo facendo, siamo in contatto. Credo che il numero aumenti. Adesso anche la Basilicata sta ragionando, il Piemonte, la Sardegna, l'Umbria, il Lazio. Si sta creando un movimento davvero ampio. Nella delibera che abbiamo assunto abbiamo detto anche che vogliamo rivolgerci ai Comuni, siamo a disposizione per consentire anche a loro il ricorso alla Consulta, perché possono farlo attraverso le Regioni, e questo è stabilito per legge».