Oggi | 8 gennaio 2019 11:39

«Camera di Carrara autonoma, battaglia di principio»

Per il presidente Dino Sodini, la difesa dell'autonomia della Camera di commercio di Carrara è la «difesa dell'autonomia di 23mila imprese e di un'intera provincia». In attesa del pronunciamento del Tar del Lazio (previsto per fine mese), dopo il round positivo della sentenza del Consiglio di Stato che di fatto ha congelato l'accorpamento con le camere di Lucca e Pisa, Sodini torna sul tema dell'indipendenza.

«Lotteremo con le unghie e con i denti per evitare l'imposizione per legge di un accorpamento che non garantisce le minoranze ed i pesi dei territori - dice Sodini -. A questa provincia è già stato tolto molto in questi anni. Siamo fiduciosi per l'esito dell'udienza del Tar: è una battaglia di principio per evitare la marginalizzazione della nostra provincia».

Il presidente della Camera di Carrara ricorda la perdita di peso e di ruolo registrata dal territorio in questi anni. «Non c'è più la provincia di Massa Carrara, spogliata di ogni funzione, e non abbiamo più l'autonomia dell'Autorità portuale - sottolinea -. La nostra provincia, di questo passo, diventerà una sorta di periferia della Toscana senza voce in capitolo su nessuna delle scelte strategiche. Una Cenerentola che non trova più la sua scarpetta di vetro…».

Sodini spera di evitare l'accorpamento anche grazie alle modifiche che il Governo potrebbe fare ai contenuti della riforma del settore varata dal precedente esecutivo. «E' una riforma fatta male - dice il presidente della Camera di Carrara - perché nell'imporre l'accorpamento a tre, come nel nostro caso, non è stata data nessuna certezza di rappresentanza ne all'interno della giunta ne del consiglio. Non garantisce le minoranze: è stata costruita utilizzando regole e pesi vecchi. Non garantisce, di fatto, il territorio che ha un peso specifico magari minore a vantaggio invece di territori che hanno numeri e pesi maggiori. Così veniamo semplicemente inghiottiti e commissariati a vita. Le scelte di Massa Carrara non possono essere decise da Pisa o da Lucca».

Intanto, dietro le quinte i parlamentari eletti nel collegio apuo-versiliese stanno lavorando per modificare il decreto a colpi di "correzioni": «C'è un interesse trasversale - conferma Sodini - a rivedere il decreto e fermare gli accorpamenti che vanno contro gli interessi dei territori. In questi mesi abbiamo incontrato un po' tutti i parlamentari eletti nel collegio: tutti hanno lavorato e stanno lavorando per modificare il testo base e riportare tutto ante-decreto. Quale è il risultato che ci aspettiamo? Di poter decidere se rinunciare, o meno, alla nostra autonomia».