Oggi | 4 gennaio 2019 17:59

Panapesca targata Xenon ora cerca una nuova rotta

Alla fine l'acquisizione è stata ancora più corposa di quanto si pensasse: il fondo di private equity Xenon ha comprato il 100% della holding operativa del gruppo pistoiese Panapesca - leader nella lavorazione e distribuzione di prodotti ittici congelati e surgelati - e delle società tailandese Thai Spring Fish, francese Prodimar e romana Mega Surgelati (commercio all'ingrossi di prodotti surgelati), oltre a una partecipazione di minoranza nel gruppo La Tirrenica, specializzato nell'ingrosso e dettaglio di pesce in Campania. A vendere - per un valore che non è stato reso noto - è stata la famiglia Panati, che ha fondato il gruppo più di 40 anni fa: il patron Vito ha iniziato l'attività nel 1972, poi affiancato dal figlio Andrea.

Il closing è stato firmato alla fine di dicembre attraverso il sesto fondo di Xenon, una società lussemburghese alimentata da grandi investitori istituzionali esteri.

L'acquisizione è stata finanziata da un pool di banche guidate da Banca Imi con Banco Bpm, Banca Ifis e Mediocredito Italiano. Advisor di Xenon è stato lo studio legale Pavia e Ansaldo, mentre i venditori sono stati assistiti da Castelli Panicucci Viti. Fineurop Soditic è stato advisor finanziario dell'operazione e lo studio Dentons ha assistito sul piano legale il pool di banche.

Panapesca - secondo quanto comunicato all'atto dell'operazione - ha chiuso il 2017 con 157,8 milioni di euro di ricavi, 12,4 milioni di ebitda e un debito finanziario netto di 44,7 milioni. Negli ultimi tempi, secondo quanto riferiscono i sindacati pistoiesi, lo sviluppo dell'azienda aveva subìto un rallentamento. Nello stabilimento di Massa e Cozzile (Pistoia) lavorano oggi circa 120 persone, in gran parte impiegati. «Nei prossimi giorni chiederemo un incontro alla nuova proprietà per capire qual è il piano industriale e quali sono i progetti per il gruppo», annuncia Luisella Brotini della Filcams-Cgil Pistoia.