Oggi | 17 dicembre 2018 00:23

«Il dato è il motore del nuovo business»

«L'arrivo delle nuove tecnologie sta trasformando non soltanto il modo con cui organizziamo le nostre società, ma sta profondamente trasformando anche il modo con cui organizziamo il lavoro, l'economia, il business». Così Cosimo Accoto, filosofo e research affiliate al Mit di Boston, ha introdotto la sua lezione in un incontro organizzato da Confindustria Firenze Formazione - Cosefi insieme a Federmanager e Fondirigenti.

Accoto ha illustrato la definizione del dato che abilita «l'esperienza oltre l'esperienza», come ben descrive in un capitolo de "Il mondo dato. Cinque brevi lezioni di filosofia digitale", il suo recente saggio. «C'è la necessità di acquisire una sempre maggiore consapevolezza - ha osservato - che il dato effettivamente è l'elemento competitivo con cui oggi le imprese possono giocare la gara competitiva sui mercati locali e internazionali. Il dato era già importante prima, e diventa ulteriormente importante perché oggi è il motore dell'intelligenza artificiale».

Per il filosofo infatti «fino a qualche tempo fa usavamo un'intelligenza artificiale fondata sulle sue regole matematiche, fondamentalmente: oggi invece l'intelligenza artificiale che sta mostrando i maggiori successi, ad esempio le macchine che si guidano da sole, in realtà è un intelligenza artificiale che viene alimentata fondamentalmente dai dati. Quindi è solo grazie alla capacità che oggi hanno le macchine di capire attraverso i sensori chi c'è in strada, in che zona sono, come si stanno muovendo e che velocità hanno, è solo grazie a questi dati che un veicolo è in grado di muoversi in autonomia senza guidatore umano. Questo fa capire la la potenza del dato, che quindi non ci consente soltanto di fare business intelligence, quindi usare il dato per fare un business attuale migliore, ma ci consente di usare il dato per reinventare il modello di business che di norma usiamo».

«Il nostro pensiero - ha spiegato Mario Curia, presidente di Confindustria Firenze Formazione - è che la formazione non è solo tecnica: oggi il mondo è sottoposto a tali trasformazioni, e i manager soprattutto sono sottoposti a tali sollecitazioni, che devono comprendere quello che sta succedendo per poter prendere le decisioni più adeguate per le loro aziende. La filosofia, la psicologia, tutte le scienze umane sono fondamentali: il pensiero immediatamente spendibile io lo posso spendere se comprendo la realtà, ma se la realtà non la comprendo, può darsi che la conoscenza che mi dà la formazione tecnica la spenda male, può darsi che io dilapidi risorse. Abbiamo bisogno di comprendere quello che sta succedendo».