Oggi | 5 dicembre 2018 16:44

L'export ''rallentato'' fa calare il Pil toscano

Il rallentamento dell'export porta a rivedere al ribasso le ipotesi di crescita della Toscana previste nei mesi scorsi, attestandole al +0,8% per il 2018. E' quanto emerge dal rapporto realizzato da Ires Toscana per la Cgil, presentato oggi a Firenze, che prevede «un significativo peggioramento delle aspettative da qui al 2020, con una riduzione di crescita dell'export prevista come volume di fatturato da 37 a 33 miliardi».

Per Gianfranco Francese (a sinistra nella foto), presidente di Ires Toscana, «continuerebbero, quindi, ad essere più che mai necessarie politiche economiche anticicliche in grado di sostenere la domanda interna. Una domanda interna che a livello regionale mostra una moderazione della dinamica per i consumi che passa da +1,4% a +0,7%. Proprio questo andamento molto prudente dei consumi, insieme al fortissimo aumento dei depositi bancari delle famiglie toscane, 7,3 miliardi da agosto 2014, testimonia della percezione di incertezza che caratterizza l'opinione diffusa e comune delle cittadine e dei cittadini toscani». Un senso di incertezza, secondo Francese, giustificato anche dalla discussione suscitata dalla pubblicazione della Nadef 2018.

Riguardo al mercato del lavoro, ritorna sui livelli pre-Jobs act l'andamento dei nuovi avviamenti a tempo indeterminato, che pesano per il 15,1% sul totale degli avviamenti al lavoro in Toscana nel primo semestre 2018, contro il 40,5% dei contratti a termine e il 17,6% dei contratti in somministrazione. Sommando anche le trasformazioni, il totale dei nuovi contratti a tempo indeterminato nel periodo raggiunge 59.500 unità, in crescita rispetto allo stesso periodo 2017 (52.600): rimane però negativo il saldo tra assunzioni e cessazioni. La dinamica quantitativa degli occupati, invece, è positiva con un dato che certifica circa 26.000 occupati in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

«Il quadro ci preoccupa - afferma Dalida Angelini (a destra nella foto), segretaria generale Cgil Toscana - bisogna intervenire perché non dobbiamo rischiare una recessione nell'anno che verrà. La manovra del Governo non risponde alla esigenze di attivare politiche anticicliche che determinino la fiducia delle persone e delle imprese: noi non ci siamo limitati alle critiche ma abbiamo avanzato con Cisl e Uil una piattaforma di proposte sull'economia, invitiamo il Governo a considerarla. Alla Regione abbiamo chiesto un Patto di fine legislatura per approntare interventi su alcune priorità: economia, sanità, sociale, lavoro, infrastrutture. Siamo pronti a discuterne, vanno conclusi positivamente questi ultimi due anni che separano dalla fine del mandato, non c'è tempo da perdere».