Oggi | 5 dicembre 2018 11:48

«Il Governo non blocchi le opere di Firenze»

Sulle opere infrastrutturali «bisogna che il Governo non ci metta i bastoni fra le ruote, non ci blocchi, perché così non farebbe un dispetto al sindaco Nardella che è di una parte politica diversa, ma farebbe un dispetto allo sviluppo dei prossimi 50 anni di una intera città». Torna così all'attacco sul tema Dario Nardella (nella foto), sindaco di Firenze, intervenendo stamani alla rassegna stampa di Italia 7.

«Sull'aeroporto - ha affermato - la città è unita, sul sottoattraversamento Tav la città salvo qualche eccezione è unita, la famosa città dei Guelfi e dei Ghibellini ha trovato una unità di intenti. Stiamo anche facendo delle cose, abbiamo dimostrato di essere capaci di realizzare progetti».

Dipenderà però dalla volontà del Governo di portare a termine tali progetti: fra quelli più a rischio, alla luce delle prese di posizione del ministro Danilo Toninelli, c'è il sottoattraversamento Tav con la stazione Foster. «Sulla Foster - ha detto Nardella - ormai ci siamo, sono stati spesi già metà dei soldi previsti per questa grande opera, siamo intorno ai 700-800 milioni di euro. Se si ferma tutto chi paga? E con quali procedure si ferma tutto? E poi quanto tempo ci vuole per azzerare tutto? I fiorentini che abitano a Rifredi ormai ce l'hanno ben presente la Foster, ormai si vede, ci sono tonellate di cemento armato riversate, si vede già il blocco. Lasciare un buco sarebbe uno scandalo nazionale, non ce lo possiamo permettere».

Anche il problema dello spread elevato, per il sindaco, si può ripercuotere negativamente sulla città. «Sapete cosa mi hanno detto i soggetti privati del fondo che fa parte del consorzio della tranvia? Che a causa dell'incertezza sullo spread, il tasso di interesse con cui dovranno dare risorse economiche per realizzare le nuove linee tranviarie sarà molto più alto di quello che si sarebbe potuto avere fino a ieri. Questo ricade sulla collettività: chi deve ripagare l'investimento privato sulla tranvia siamo noi, i cittadini, le istituzioni pubbliche».