Oggi | 30 novembre 2018 18:13

Sanità, modello toscano per ridurre i costi dei 'cronici'

Risparmiare nella sanità italiana (e toscana) si può, ad esempio "educando" i pazienti cronici a seguire più e meglio le indicazioni terapeutiche.

A questo punta il progetto Adhere, presentato nel corso della rassegna sulle tecnologie applicate alla sicurezza del paziente 'Forum Risk management' che si è svolta dal 27 novembre a oggi, 30 novembre, alla Fortezza da Basso di Firenze.

Adhere è uno studio triennale che valuterà in modo scientifico il ruolo-chiave del farmacista per migliorare l'aderenza terapeutica, ideato da Enrico Desideri, direttore generale dell'Asl Toscana sud-est e realizzato in collaborazione con Federazione dell'Ordine dei farmacisti italiani (Fofi), Federfarma, Assofarm, con il supporto della Fondazione Ricerca e salute (Res).

Lo studio parte dalla constatazione che oggi la sanità italiana spende 11 miliardi l'anno (dati Aifa) per la mancata aderenza terapeutica dei pazienti cronici. Un costo che potrebbe essere drasticamente ridotto (meno ricoveri, meno accessi al pronto soccorso, meno complicanze) se le terapie avessero maggiori effetti.

«Per il futuro la vera sfida della sanità è la cronicità - ha spiegato Enrico Desideri, direttore scientifico del progetto Adhere -. In Italia i malati cronici sono 24 milioni e "assorbono" oltre l'80% delle risorse economiche. L'obiettivo di questo studio è dimostrare che attraverso un nuovo modello organizzativo, come quello delle Reti cliniche integrate e strutturate sperimentato per la prima volta nell'Asl Toscana sud est che ha nel farmacista di comunità uno dei protagonisti, si può aumentare la copertura terapeutica». Per due patologie ad alto rischio di complicazioni come lo scompenso cardiaco e la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), ha rivelato Desideri, la copertura terapeutica è aumentata, grazie alle Reti cliniche integrate, rispettivamente del 25% e del 35%.

«Crediamo che ci sia la necessità di nuovi modelli organizzativi e visioni - ha concluso - perché quelli attuali sono ormai vecchi di 20 anni».