Oggi | 14 novembre 2018 09:12

Al via il ''divorzio'' fra General Electric e Bhge

Prende concretamente il via il percorso di separazione di General Electric dalla controllata (al 62,5%) Baker Hughes : le due società hanno annunciato la firma di una serie di accordi di lungo termine per lo sviluppo e la commercializzazione di turbine a gas (di tipo aeroderivate e heavy duty), e Ge ha contestualmente annunciato un'accelerazione nel processo di dismissione della sua quota. Una mossa, quest'ultima, che dall'azienda viene definita «in linea con il precedente annuncio di Ge di separarsi da Bhge nel tempo in modo ordinato che massimizza il valore per gli azionisti di Ge e Bhge».

Bhge e Ge hanno infatti raggiunto un'accordo per allentare le restrizioni previste in sede di fusione tra Baker Hughes e Ge Oil&Gas, che prevedevano un lockup sulle azioni di Bhge fino a luglio 2019. Ge effettuerà infatti una vendita secondaria di azioni, unita a un parziale riacquisto della quota da parte di Bhge: in seguito a queste operazioni, la quota di Ge nella controllata dell'oil&gas rimarrà superiore al 50%, e sarà soggetta ad un nuovo lockup di 180 giorni.

Relativamente alle turbine a gas aeroderivate, invece, Bhge formerà una joint-venture con Ge che «le consentirà di mantenere inalterata - si legge in una nota - la propria capacità di realizzazione e commercializzazione di questi prodotti e dei servizi di assistenza post-vendita nelle applicazioni di oil&gas e di Industrial power generation, oltre a favorire uno sviluppo di nuove tecnologie con Ge». Inoltre sono stati stipulati accordi di fornitura e distribuzione per la tecnologia delle turbine a gas heavy duty «mantenendo inalterato il proprio attuale portafoglio di offerte».

«Questi accordi - ha spiegato Lorenzo Simonelli, presidente di Baker Hughes - offrono chiarezza ai nostri clienti, dipendenti e investitori. Non ci sarà alcun impatto materiale sulle nostre prospettive, sul nostro solido bilancio o sulla possibilità di generare liquidità. Rimaniamo ben posizionati per capitalizzare sulle prospettive positive del nostro settore, e siamo concentrati sulle nostre priorità di guadagnare quote di mercato, migliorare i margini e creare liquidità». Per Michele Stangarone, presidente di Nuovo Pignone, l'azienda con sede a Firenze «continuerà a essere il centro di eccellenza per la produzione e lo sviluppo di turbocompressori e altre macchine rotanti».