Oggi | 9 novembre 2018 17:45

Per Bankitalia una regione ok (con qualche rischio)

Malgrado le incertezze per il medio periodo, dove i rischi al ribasso per la ripresa secondo gli analisti prevalgono sulle opportunità positive , l'economia toscana archivia i primi nove mesi del 2018 con un bilancio tutto sommato confortante. E' il quadro che emerge dall'aggiornamento congiunturale al rapporto sull'economia regionale pubblicato dalla Banca d'Italia, presentato oggi a Firenze. Con i ricercatori che vedono la Toscana in linea con la dinamica nazionale del Pil, che dovrebbe chiudere intorno all'1%, e qualcosa in meno per il 2019.

Secondo l'indagine realizzata da Bankitalia fra le aziende con più di venti addetti, per l'anno in corso aumenta infatti il fatturato nell'industria e nei servizi, c'è un primo segnale di stabilizzazione dell'andamento per le costruzioni dopo anni di flessione, e le imprese prevedono per il 2018 un aumento degli investimenti, che beneficerebbero di condizioni finanziarie favorevoli e di aspettative ancora positive sull'evoluzione della domanda.

Risulta invece in rallentamento la dinamica dell'export: in un contesto di generale rallentamento del commercio mondiale, i flussi verso l'estero sono cresciuti nei primi sei mesi del 2,3% a prezzi correnti, meno della media del Paese (3,7%) e quasi la metà di quanto registrato nel 2017. Ma l'incremento sarebbe ancor più contenuto scorporando i metalli pesanti, comparto influenzato dalle fluttuazioni del prezzo dell'oro, e i flussi del farmaceutico che hanno fatto registrare un nuovo anno di boom (+46%).

In un contesto di elevata liquidità, il credito bancario al settore produttivo è cresciuto solo moderatamente (0,5% in dodici mesi), invertendo la dinamica negativa registrata fino a ottobre del 2017. Le imprese, peraltro, hanno evidenziato una notevole crescita della propria liquidità, limitando il ricorso al sistema bancario per il proprio finanziamento. Per le famiglie il complesso dei finanziamenti erogati da banche e società finanziarie è aumentato del 3,4%. Il rischio in prospettiva, secondo Bankitalia, è quello di un lieve irrigidimento delle condizioni di offerta per le imprese, dovuto alle nuove tensioni sui mercati finanziari (e la crescita dello spread Btp-Bund) che possono rendere più onerosa la provvista per le banche.