Oggi | 8 novembre 2018 12:01

Da Intesa 65,7 milioni alla Fondazione Cr Firenze

E' di 65,7 milioni il dividendo che la Fondazione Cr Firenze ha incassato quest'anno da Intesa Sanpaolo, di cui è azionista al 2,04%. Il dato emerge guardando i conti del gruppo milanese guidato da Carlo Messina, che nei giorni scorsi ha presentato la trimestrale luglio-settembre e il bilancio dei primi nove mesi dell'anno.

«L'ammontare dei dividendi distribuiti e tradotti in erogazioni da parte delle Fondazioni bancarie nostre azioniste supera il 50% delle erogazioni effettuate da tutte le Fondazioni bancarie italiane (cioè oltre 500 milioni ndr)», ha detto Messina. Di quel "tesoretto", la Fondazione fiorentina presieduta da Umberto Tombari, riceve una fetta importante, di quasi 68 milioni, grazie alla quale può distribuire al territorio attraverso i progetti propri e i finanziamenti ai progetti di terzi la rispettabile cifra di 35 milioni in un solo anno .

In merito al risultato netto conseguito da Intesa Sanpaolo nei primi nove mesi del 2018, vale a dire 3 miliardi di euro, che corrisponde a una crescita tendenziale del 26%, Messina ha sottolineato come si tratti del «migliore risultato registrato dal 2008. Considerata la plusvalenza relativa all'accordo con Intrum, l'utile netto sale a 3,4 miliardi di euro, un risultato pari al 90% dei 3,8 miliardi di utile dello scorso anno».

Il numero uno di Ca' de Sass ha poi confermato che la banca ha come priorità «la capacità di remunerare in maniera significativa i nostri azionisti, come dimostrato dai 10 miliardi di euro di dividendi distribuiti nel corso del precedente piano d'impresa». I risultati raggiunti nei nove mesi, ha poi spiegato Messina, «sono di qualità, basati sulla crescita dei ricavi piu' elevata tra le principali banche dell'eurozona che finora hanno pubblicato i dati; le commissioni sono le migliori di sempre, pur in un contesto di mercato complesso. Il flusso netto di risparmio gestito e' stato di 3 miliardi di euro nel terzo trimestre».

L'amministratore delegato del gruppo ha inoltre sottolineato come Intesa Sanpaolo si sia confermata «ai vertici delle banche europee per efficienza, con un cost/income al 50,5%».
Il banchiere ha inoltre posto l'accento sul «significativo miglioramento del profilo di rischio» che la banca continua a registrare trimestre dopo trimestre. «Lo stock degli Npl lordi nei primi nove mesi dell'anno, considerato l'accordo con Intrum, si e' ridotto di 13,7 miliardi di euro», ha detto, ricordando come nel solo terzo trimestre la diminuzione sia stata di 1,1 miliardi. «In tre anni la riduzione dello stock e' ammontata a oltre 26 miliardi di euro, senza alcun onere per gli azionisti», ha aggiunto.