Oggi | 7 novembre 2018 10:36

Incentivi a rischio per la geotermia convenzionale

Il governo si appresta a cancellare gli incentivi alla geotermia convenzionale, che oggi in Toscana copre oltre il 30% del fabbisogno energetico e che dà lavoro a circa 1.800 persone, tra occupazione diretta e indotto. E' l'allarme lanciato dalla Cisl Toscana, evidenziando che nel Decreto ministeriale 'Fer 1' sugli incentivi alle energie rinnovabili non c'è traccia degli incentivi riservati alla produzione geotermica, in quanto saranno trattati nel successivo decreto ministeriale 'Fer 2', ma già dal primo decreto è chiaro che non saranno previsti incentivi per la Geotermia convenzionale.

«Per la nostra regione sarebbe un disastro», affermano il segretario generale Cisl Toscana, Riccardo Cerza e il segretario regionale della Flaei-Cisl, Graziano Froli, che parlano di «ennesima mazzata nei confronti di un'energia naturale, rinnovabile e fra le più monitorate dal punto di vista ambientale nel panorama delle Fer, che da oltre 100 anni permette la salvaguardia e lo sviluppo di una parte importante del territorio toscano. La fine degli incentivi potrebbe causare il disimpegno dei principali produttori che oggi investono in quest'area oltre 300 milioni di euro all'anno; e affidandosi al solo mantenimento dell'attuale situazione si assisterebbe ad un inevitabile declino di un tessuto sociale già oggi in notevole difficoltà».

La Cisl esprime inoltre «grande preoccupazione» in vista del prossimo rinnovo delle concessioni, che avverrà attraverso gara europea entro il 2024. «Il rischio - sostengono Cerza e Froli - è che i bandi aprano la strada a nuovi soggetti che guardano solo allo sfruttamento massimale dei giacimenti, causando gravi ripercussioni sul territorio, in assenza di una politica che tenga conto della necessità di remunerare gli investimenti, ma anche del lavoro, della salute e del territorio».