Oggi | 7 novembre 2018 17:33

Approvato il Codice regionale del commercio

Ci sono voluti più di due anni per passare dal documento preliminare (giugno 2016) all'approvazione del testo , ma ora il nuovo Codice regionale del commercio è legge. Il Consiglio regionale l'ha votato stamani, 7 novembre, con 27 voti favorevoli di Pd e Art.1/Mdp; astenute tutte le opposizioni (10 voti). Applaudono Confesercenti, Confcommercio e Federalberghi Toscana.

Il testo, che sostituisce la legge regionale 28 del 2005 recependo prima di tutto le norme statali, disciplina un quadro profondamente modificato dalla crescita della grande distribuzione a scapito dei negozi di vicinato, dalla diffusione degli outlet, dal moltiplicarsi di sagre e mercatini.

Sulla grande distribuzione - che 13 anni fa aveva monopolizzato il dibattito - il nuovo Codice prevede la reintroduzione della conferenza dei servizi per autorizzare le grandi strutture di vendita e il legame tra permesso di costruire e autorizzazione alla vendita, che dovranno essere rilasciate contestualmente. Confermato - dopo le proteste delle associazioni dei commercianti - anche il limite dei 15 mila metri quadrati per le grandi strutture di vendita e i limiti esistenti per le medie strutture.

Sulle sagre - uno dei punti più attesi dalle associazioni di categoria che chiedevano di mettere paletti alla proliferazione per tamponare la concorrenza sleale - è richiesta la presentazione al Comune della Scia (segnalazione certificata di inizio attività), e previsto che l'attività non possa essere affidata in gestione a soggetti diversi dagli organizzatori. Le sagre non potranno durare più di dieci giorni consecutivi, eccetto per le manifestazioni a carattere politico, sindacale, sportivo, religioso o organizzate da associazioni di promozione sociale. E per condividere le finalità promozionali delle sagre, i Comuni dovranno promuovere la collaborazione tra gli organizzatori e le imprese del territorio.

Sui centri commerciali naturali (cioè i negozi di vicinato situati in una certa area che si uniscono per creare un'offerta comune) , è previsto lo sviluppo attraverso la creazione di un organismo di gestione che definisca insieme al Comune interventi strutturali e commerciali.

Come spesso accade ai testi normativi, il nuovo Codice (132 articoli) disciplina un fenomeno già ampiamente diffuso, quello dei 'temporary store' (vendita temporanea non superiore a novanta giorni), mentre lascia alla normativa nazionale l'home restaurant e i mercatini degli hobbisti.

«Questa legge non è di divieto ma di promozione - ha spiegato l'assessore regionale al Commercio, Stefano Ciuoffo (nella foto), che ha lavorato lungamente al testo -. Vogliamo essere propositivi nella valorizzazione del sistema del commercio diffuso, che rappresenta la Toscana in termini di tradizione e solidità. E vogliamo tutelare il consumatore rendendo più semplici le norme e quindi meno complicata la vita a chi ogni giorno lavora nel settore».

«Il testo del nuovo Codice sul commercio approvato dal Consiglio regionale ristabilisce le regole della competizione nel mercato» secondo i presidenti di Confesercenti e Confcommercio Toscana, Nico Gronchi e Anna Lapini, che affermano di condividere «molti punti della nuova legge», dai limiti alle sagre ai limiti alle grandi strutture di vendita («con questa scelta si vanno a salvaguardare anche i borghi e le piccole realtà locali, oltre che la rete distributiva del piccolo commercio»). Applausi anche alla previsione della concertazione dei Comuni con le associazioni di categoria per il riutilizzo dei proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione per le nuove aperture di medie e grandi superfici, proventi che dovranno andare a sostegno dei negozi di vicinato.

Soddisfatta del nuovo Codice è anche Federalberghi Toscana: «Esprimiamo grande soddisfazione per l'approvazione - afferma il presidente Daniele Barbetti -. Finalmente la ristorazione alberghiera sarà aperta a tutti e non soltanto a chi soggiorna nella struttura, come accade nel resto del mondo. La Toscana è oggi un territorio dove fare impresa alberghiera è più facile». Federalberghi apprezza inoltre «quanto previsto per i Centri commerciali naturali e soprattutto l'articolo 110 sulle disposizioni speciali per le aree di particolare interesse dei territori comunali che concede nuovi strumenti alle amministrazioni locali per sostenere il tessuto del commercio locale».