PROMO PA | 3 novembre 2018 10:31

Gli appalti pubblici verso la dematerializzazione

Il processo di transizione dei paesi dell'Ue verso l'e-procurement ha compiuto recentemente una tappa significativa con l'entrata in vigore di due obblighi previsti nel codice dei contratti, con l'obiettivo di traghettare sempre più il mondo degli appalti e con esso la pubblica amministrazione verso il digitale a 360 gradi.

A decorrere dal 18 ottobre scorso, l'articolo 52 del codice dei contratti pubblici, che ricalca sostanzialmente l'art. 22 della Direttiva 2014/24/EU, prevede infatti che tutte le operazioni delle stazioni appaltanti - salvo poche eccezioni legate a ostacoli di natura tecnologica - debbano essere eseguite utilizzando mezzi di comunicazione elettronici. La norma è coerente con quanto previsto dal Codice dell'Amministrazione Digitale (art. 5 bis), secondo cui normalmente la presentazione di istanze e lo scambio di informazioni e documenti, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche, devono avvenire esclusivamente utilizzando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

La Regione Toscana ha anticipato i tempi in questa materia fin dal 2004, svolgendo una politica d'innovazione, che ha diffuso gli strumenti di e-procurement sul territorio regionale attraverso la sua piattaforma per il Sistema di acquisti telematici (Start), che ospita tutte le Pa toscane e consente già di svolgere le gare con modalità interamente telematica.

L'ulteriore nuovo adempimento per le imprese è la predisposizione sempre dalla stessa data del Documento di Gara Unico Europeo (Duge) - l'autodichiarazione dell'impresa sulla propria situazione finanziaria e sui requisiti da possedere per una procedura di appalto pubblico -esclusivamente in forma elettronica, come previsto dall'articolo 85 del codice. Il testo originario prevedeva la data del 18 aprile, poi prorogata dal Mit per dare alle stazioni appaltanti maggior tempo per adeguare i propri sistemi informatici.

La compilazione del Duge elettronico, che dovrebbe diventare un "passaporto per le imprese", è un importante tassello del framework comune europeo, una misura voluta per ridurre i tempi di partecipazione alle gare, abbattendo al contempo significativamente gli oneri amministrativi e semplificando l'accesso alle opportunità di appalti transfrontalieri.

In questo quadro la Commissione Europea, che governa il processo, ha messo a disposizione degli operatori un servizio web gratuito di compilazione e riutilizzo del Duge, attivo fino ad Aprile 2019.

Ioletta Pannocchia