Oggi | 10 ottobre 2018 17:42

«Carta: troppe esitazioni sugli impianti per il pulper»

«La visione dell'industria non è adeguata all'importanza che questa riveste». Giulio Grossi, presidente di Confindustria Toscana Nord (Lucca, Prato, Pistoia), ha puntato il dito contro la Regione Toscana e le amministrazioni locali all'inaugurazione del Miac, la fiera lucchese di tecnologie per il settore cartario che si è aperta oggi nel distretto leader in Europa nel tissue (carta per usi igienici e domestici) ma attivo anche nel cartone ondulato.

Entrambi i comparti si trovano a fronteggiare difficoltà, ma con una differenza: mentre nel caso del tissue l'aumento dei prezzi della cellulosa , schizzati verso l'alto nell'ultimo anno e mezzo, è impossibile da arginare a livello locale, nel caso delle aziende che producono cartone utilizzando carta riciclata, che lamentano da sempre la mancanza di impianti per smaltire gli scarti di lavorazione (fanghi e pulper), le istituzioni locali avrebbero potuto (e dovuto) intervenire da tempo.

«Alla Regione Toscana contestiamo la mancanza di impianti di smaltimento a una ragionevole distanza dalle aziende - ha ammonito Grossi -. Resistenze e esitazioni stanno facendo perdere tanto, troppo tempo, a danno delle imprese ma anche dell'ambiente».

La chiusura di alcune discariche toscane ha, se possibile, peggiorato il problema, col paradosso che «aziende note per l'impegno ambientale sono costrette a compiere operazioni irrazionali e impattanti come trasportare scarti lontano dal territorio».

L'ultima speranza di Grossi è riposta nel tavolo di confronto aperto dalla Regione Toscana per affrontare il problema dei rifiuti industriali, al quale «Confindustria Toscana Nord porterà il proprio contributo di idee e di progetti». In realtà il progetto che risolverebbe due problemi-in-uno c'è già: il pirogassificatore che il gruppo Kme ha proposto di costruire a Fornaci di Barga , nella fabbrica di prodotti intermedi in rame che ha bisogno di migliorare ancora l'efficienza energetica, e che potrebbe essere alimentato proprio con gli scarti di lavorazione (fanghi e pulper) delle aziende lucchesi di cartone. Ma la politica, anche in questo caso, non si decide a fare passi in avanti.