Oggi | 9 ottobre 2018 18:28

Una Hotel targata Unipol punta al rilancio

Il nome della catena alberghiera è rimasto quello "inventato" quando era di proprietà dell'imprenditore pratese Riccardo Fusi - Una Hotel - anche se ora la sede è passata da Firenze a Milano e l'azionista è Unipol (che l'ha rilevata a fine 2016 dalla procedura concorsuale e l'ha fusa con Atahotels portata in eredità dalla Fonsai della famiglia Ligresti) che oggi, 9 ottobre, ha annunciato la fine della ristrutturazione e l'intenzione di raccoglierne i frutti.

«Il 2018 sarà l'ultimo anno su cui peseranno investimenti e costi di integrazione
straordinari, dal 2019 ci aspettiamo risultati positivi» ha spiegato l'amministratore delegato del gruppo Una, Gian Luca Santi, responsabile del settore immobiliare di Unipol, presentando il piano di sviluppo e la nuova 'brand identity' della catena, la prima a proprietà italiana del Paese per offerta (40 tra alberghi, resort e aparthotel in dieci regioni e cinquemila camere).

Il piano industriale 2019-2021 prevede il pareggio dal prossimo anno e una crescita «di circa il 3,5% all'anno, il 10% in tre anni» ha detto Santi precisando che si tratterebbe di un andamento superiore alle previsioni di mercato. Il fatturato dovrebbe così passare dagli attuali 130 milioni a 145 milioni.

Per Unipol la catena Una «non costituisce core business» e dunque la porta è aperta per «valutare tutte le opzioni», anche se al momento l'orientamento del gruppo
bolognese, che sul rilancio ha puntato una cinquantina di milioni di investimenti, è quello di rafforzarsi e crescere «accogliendo nuove gestioni alberghiere».

Il gruppo Una si occupa infatti solo di gestione, mentre la proprietà degli alberghi fa capo a un fondo di Unipol, i cui asset valgono «circa 550 milioni: si tratta del più grande fondo alberghiero italiano», ha precisato Santi secondo cui «questa separazione consente di capire la redditività dei due business».