Oggi | 9 ottobre 2018 18:22

Conte a Firenze fra lingua, spread e aeroporto

Un po' professore e un po' premier, con un po' di nostalgia per la vita precedente «ma se lo dico lo spread rischia di salire»: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte oggi è tornato in visita a Firenze per una prolusione alla Scuola di Giurisprudenza dell'Università, dove è ordinario di diritto privato e ha insegnato fino al conferimento dell'incarico di formare il governo, e una visita ufficiale all'Accademia della Crusca dove ha pronunciato un intervento sul tema della lingua del diritto.

Fra una occasione e l'altra Conte ha cercato di lanciare messaggi rassicuranti ai mercati (con lo spread oggi oltre quota 300) sulle prospettive dell'economia italiana: «Confidiamo che la crescita sarà sicuramente superiore alle previsioni del Fmi», ha detto, sostenendo che i mercati si tranquillizzeranno dopo aver letto il testo della manovra, e definendo ingiustificato ogni allarme sulle sanatorie fiscali. «Siamo ben determinati - ha aggiunto - abbiamo ben meditato questa manovra, questa linea di azione. Dobbiamo consentire alla nostra economia di poter esprimere le sue potenzialità e dobbiamo ovviamente pensare anche allo sviluppo sociale del paese. Lo facciamo con la massima ragionevolezza».

Il premier è stato più prudente sulle questioni locali come i fondi del piano periferie e lo sviluppo dell'aeroporto di Firenze: temi sui quali lo ha interpellato il sindaco Dario Nardella. Conte, ha detto poi ai cronisti, «conosce la questione dell'aeroporto», anche se ha ribadito che la competenza è del ministro Toninelli: «Mi ha chiesto una nota nella quale inserirò tutti gli aspetti positivi di una struttura che è attesa ormai da troppi, troppi anni». In merito ai fondi del piano periferie, bloccati dal governo, Nardella ha riferito che il premier «auspica di poter arrivare ad una soluzione positiva», e dunque «speriamo che l'ottimismo del presidente Conte si realizzi in qualcosa di concreto e rapido».