Oggi | 8 ottobre 2018 16:32

Gli Uffizi investono sul sistema elimina-code

«Ora sappiamo che il sistema elimina-code funziona». Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, sbandiera il risultato inseguito da oltre due anni: eliminare le lunghe code che, soprattutto nell'alta stagione, si formano di fronte al museo fiorentino, uno dei più visitati d'Italia (2,2 milioni di ingressi nel 2017).

La sperimentazione del modello statistico - un algoritmo messo a punto dal dipartimento Ingegneria e scienze dell'informazione e matematica dell'Università dell'Aquila - si è svolta nelle domeniche di apertura gratuita del museo (le prime di ogni mese) e si è conclusa ieri, 7 ottobre, con esito positivo. In una giornata di grande afflusso, tutti i 7.561 visitatori che si sono presentati al museo sono potuti entrare senza fare la coda. Come? Ritirando, una volta arrivati al museo, un tagliando emesso da totem interattivi che invita a ritornare a un determinato orario per evitare la coda.

L'orario viene calcolato da un modello statistico che tiene conto delle persone all'interno del museo, della permanenza media, delle condizioni meteo, dei check point interni e di altri parametri attuali e storici: in questo modo si massimizza la capienza e si dà una sorta di appuntamento ai visitatori, che nell'attesa possono andare a fare una passeggiata, visitare un altro museo, andare a prendere un caffè. «Ci sono tre grandi vantaggi - spiega Schmidt - il fatto di non dover aspettare per ore, e dunque di non cominciare la visita al museo già esausti; il decoro cittadino, con l'eliminazione delle lunghe code che invadono piazza della Signoria; il contributo all'ordine pubblico, perché elimiare le code vuol dire ridurre la microcriminalità, disincentivare i bagarini e ridurre i rischi di attentati terroristici».

Il sistema elimina-code per adesso continuerà ad essere sperimentato (e affinato) ogni prima domenica del mese - quelle ad accesso gratuito - in attesa di partire, con tutta probabilità nella primavera 2019, durante tutti i giorni di apertura. «Occorre la collaborazione del concessionario dei servizi museali - spiega Schmidt - ma non è un problema perché questo sistema non fa concorrenza alle prenotazioni, che rimarranno per chi desidera avere il posto assicurato a una certa ora, e anzi permettendo di visitare più in fretta il museo lasciando più tempo per gli acquisti al bookshop».

L'algoritmo, secondo Schmidt, potrà poi essere utilizzato da tutti i musei italiani, e non solo dai musei.