Oggi | 8 ottobre 2018 14:10

«Reinserimento lavorativo, servono passi avanti»

«In Toscana abbiamo realizzato appena due progetti di reinserimento lavorativo, e stiamo lavorando ad altri quattro: non è un risultato di tipo strutturale con cui ci possiamo misurare in maniera adeguata». Lo ha affermato Giovanni Asaro, direttore generale per la Toscana di Inail, intervenendo all'apertura delle giornate seminariali del Civ con i rappresentanti dei Comitati consultivi provinciali Inail oggi a Firenze.

«L'esperienza di questo anno - ha spiegato - ci porta a evidenziare alcuni aspetti. C'è un problema di cadenza temporale che impone di essere particolarmente celeri da parte delle strutture, e questo non corrisponde sempre alle esigenze del datore di lavoro o del lavoratore, e potrebbe lasciare un periodo di scopertura a livello di tutele: a nostro avviso sarebbe utile coinvolgere patronati e parti datoriali. Altra difficoltà significativa è l'approccio psicologico: il lavoratore si sente frustrato, il datore di lavoro vede dinamiche di conflitto possibili: se non si agisce dal lato psicologico sembra tutto più difficile».

Asaro si è poi soffermato sull'andamento dei bandi Isi dedicati alle imprese, per il miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro: «Emerge un dato a livello territoriale sulle domande presentate e accolte. In regione sono state 1.158 quelle presentate, e 218 quelle accolte. Significa che oltre 800 sono aziende rimaste a secco, pur avendo un progetto che aveva i requisiti di accoglibilità. Possiamo ipotizzare strumenti per queste domande non accolte?».