Oggi | 26 settembre 2018 14:53

Il distretto cartario soffre il ''caro-cellulosa''

Il distretto cartario toscano, che nelle province di Lucca e Pistoia conta 250 aziende, oltre 7mila addetti e un valore della produzione pari a 4 miliardi, soffre il caro-cellulosa che spinge al ribasso i margini di guadagno.

Dall'inizio del 2017 ,- spiega Confindustria Toscana Nord (Prato, Lucca, Pistoia) - il prezzo della cellulosa è aumentato del 52% per la fibra lunga e del 63% per quella corta (dati Assocarta). Due tipologie di materie prime ampiamente usate nel distretto toscano specializzato nella carta per uso domestico e igienico-sanitario (il cosiddetto tissue). Gli industriali stimano il consumo di cellulose nel territorio di Lucca e Pistoia pari ad oltre il 30% del totale nazionale (più di 1 milione di tonnellate sui 3,4 milioni impiegati dall'intero settore in Italia).

«La materia prima è una voce di costo molto rilevante per l'industria cartaria - spiega Tiziano Pieretti, presidente della sezione Carta e cartotecnica di Confindustria Toscana Nord - pertanto il forte aumento del prezzo della cellulosa pesa molto sui bilanci aziendali erodendone i margini».

Nonostante la costante crescita del comparto (+11,3% di export nel primo semestre 2018), «in questo contesto - aggiunge Pieretti - risulta estremamente difficile trovare misure per fare fronte efficacemente all'aggravio dei costi a cui contribuisce, peraltro, anche il gas metano, a sua volta aumentato considerevolmente di prezzo».

L'incremento del costo della cellulosa è dovuto a vari fattori: l'aumento della domanda a fronte di un'offerta in stallo e le riorganizzazioni in atto sul mercato che hanno inciso sulle normali dinamiche di produzione ed export della materia prima.

«Quella che si sta verificando sulla cellulosa è una sorta di tempesta perfetta alimentata anche dal cambio euro/dollaro, valuta quest'ultima utilizzata per le transazioni commerciali nel settore - conclude Pieretti -. Confidiamo in nuovi equilibri dei mercati, ma nel frattempo occorre che i soggetti che a vario titolo hanno relazioni con le nostre aziende tengano conto di questa situazione, che ci penalizza fortemente».