Oggi | 26 settembre 2018 19:30

Cave apuane, arriva norma d'emergenza anti-chiusura


«In alcune cave del distretto apuo-versiliese sono state rilevate difformità nell'escavazione, che potrebbero dar luogo alla decadenza delle autorizzazioni e alla cessazione dell'attività». Con queste parole l'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli ha presentato in Consiglio regionale una modifica alla legge in materia di cave accompagnata dalla 'procedura d'urgenza' per il fatto che si rischiano «effetti preoccupanti sull'occupazione e sul territorio».

La legge - che prevede un periodo transitorio fino al 5 giugno 2019 per mettere in sicurezza le cave - è stata approvata all'unanimità (presenti 27 consiglieri su 40) dall'aula.

La soluzione-tampone è arrivata dopo «serrati incontri con amministrazioni comunali, associazioni sindacali e attori del settore», con l'intento di «garantire, nelle more, la messa in sicurezza dell'area», ha spiegato Ceccarelli.

Fino al 5 giugno 2019 viene esclusa l'applicazione della più grave misura sanzionatoria della decadenza, disponendo però la realizzazione di un progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale dell'area, tenendo conto degli impatti complessivi derivanti dalle lavorazioni difformi.

«Questo percorso ha dei tempi stringenti – ha spiegato l'assessore – 60 giorni per presentare il progetto; 180 giorni per ottemperare all'ordinanza di realizzazione delle opere di risistemazione ambientale, con il conseguente impegno dei Comuni all'adeguamento delle autorizzazioni rilasciate in conformità al progetto autorizzato».

I sindacati Cgil e Cisl hanno espresso soddisfazione per la soluzione «che implica tanta responsabilità da parte delle istituzioni del territorio e che è finalizzata alla salvaguardia della sicurezza dei lavoratori, alla tutela dell'ambiente e al rispetto di procedure e regole previste dalla legge». I sindacati hanno chiesto di verificare gli strumenti a sostegno dei lavoratori che saranno obbligati a fermarsi per il periodo necessario alla messa in sicurezza dei siti interessati.

Apprezzamento anche dal Comune di Carrara, secondo cui «la chiusura sine die delle cave interessate avrebbe posto un problema occupazionale insostenibile per la nostra città».