Oggi | 14 settembre 2018 12:55

Il sistema confindustriale toscano si consolida

Il sistema confindustriale toscano, o almeno una parte di esso, si muove verso un progressivo consolidamento. Confindustria Toscana Sud (Arezzo, Siena, Grosseto) e Confindustria Livorno Massa Carrara, in particolare, stanno lavorando a un'integrazione che, secondo l'iter pianificato e condiviso negli ultimi giorni, dovrebbe concludersi a inizio estate 2019. Un progetto a cui guarda con interesse anche Confindustria Firenze.

Per le due associazioni industriali, la Toscana Sud presieduta da Paolo Campinoti e guidata dal direttore Antonio Capone (mille associati), e Livorno Massa Carrara presieduta da Alberto Ricci e guidata dal direttore Umberto Paoletti (380 associati), si tratterrebbe del secondo passaggio aggregativo, dopo gli accorpamenti provinciali realizzati negli anni scorsi. Per Firenze, si tratterebbe della "prima volta", ma la maggiore associazione di industriali della Toscana (1.400 associati) aveva già espresso in passato la volontà di lavorare per raggiungere l'obiettivo di una sola Confindustria regionale e adesso, con la presidenza di Luigi Salvadori e con Leonardo Bandinelli alla direzione, sembrano esserci le condizioni per fare un passo concreto in quella direzione.

Chi ha sempre detto di considerare strategica l'integrazione a livello regionale è Campinoti: «Avere una rappresentanza forte e condivisa è importante - spiega il presidente di Confindustria Toscana Sud -. Divisi diamo un'immagine sbagliata del sistema confindustriale e rischiamo di perdere credibilità. Non dobbiamo farci condizionare da miopie e interessi di bottega - aggiunge - una Confindustria regionale unica è l'obiettivo a cui tendere nel minor tempo possibile e nell'interesse dei nostri associati: noi, intanto, andiamo avanti con chi ci sta».

Per il numero uno di Confindustria Livorno Massa Carrara, «non è più possibile ragionare in termini di territori provinciali. Solo con economie di scala - spiega Ricci - potremo aumentare il livello qualitativo dei servizi per i nostri associati. L'obiettivo a cui puntiamo è quello di una sola Confindustria toscana, come è già accaduto nel Lazio e in altre regioni più piccole. Naturalmente - conclude Ricci - questo processo di aggregazioni dovrà salvaguardare il presidio dei territori, che resta fondamentale e irrinunciabile».

Una fetta importante dell'industria toscana, che comprende Arezzo, Siena, Grosseto, Livorno e Massa Carrara, si prepara dunque a parlare con una voce unica. Il processo d'integrazione sarà messo a punto nei prossimi mesi: un cantiere aperto a cui guarda con interesse la stessa Confindustria Firenze. Se, in prospettiva, dovesse concretizzarsi un'integrazione a tre, resterebbero fuori solo Confindustria Toscana Nord (Prato, Pistoia, Lucca) e l'Unione industriale pisana. Il progetto di una Confindustria regionale unica, insomma, farebbe un balzo in avanti significativo.