Oggi | 14 settembre 2018 16:47

Gli operai Bekaert in presidio sotto la Pirelli

Una rappresentanza dei 318 dipendenti della Bekaert di Figline Valdarno, con i segretari fiorentini di Fim, Fiom e Uil e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, hanno manifestato sotto la sede milanese di Pirelli contro la chiusura dello stabilimento toscano, il 3 ottobre.

Sono alcuni mesi che lavoratori, sindacati e istituzioni hanno tirato in ballo l'azienda milanese in quanto ex proprietaria della fabbrica toscana e, ancora oggi, principale cliente per l'acquisto della cordellina d'acciaio per pneumatici.

Con una nota, oggi, Pirelli rompe il silenzio e nega ogni responsabilità. In occasione della vendita, l'azienda - dice la nota - «ottenne dall'acquirente garanzie speciali per la fabbrica di Figline: oltre 40 mesi di stabilità occupazionale, più di quanto auspicato dalle stesse istituzioni. Tutte le parti coinvolte diedero atto del fatto che era stato raggiunto un ottimo accordo per la tutela dell'occupazione».

E aggiunge che «nel rispetto dell'autonomia delle parti coinvolte, sulla quale non può influire in alcun modo, Pirelli auspica che queste ultime possano trovare un'intesa quanto prima».

Inoltre, la nota societaria precisa di non aver avuto nessun contatto stamani con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che, al contrario, ha annunciato la disponibilità dell'azienda ad un confronto. Dopo il rifiuto di questa mattina, «l'azienda - dice Rossi - aveva trovato modo di farmi sapere che sarebbe stata disponibile a ricevermi nei giorni successivi su mia richiesta, cosa che farò con determinazione e rispetto».

Intanto resta aperto il fronte al ministero dello Sviluppo economico e la partita sulla cassa integrazione per cessata attività. «Ho apprezzato - dice Rossi - che Di Maio sia venuto alla Bekaert e abbia preso un impegno: un provvedimento urgente per l'introduzione della cassa integrazione per cessazione. Ora pretendiamo che lo rispetti».

«Ora più che mai - aggiungono segretari generali di Firenze della Fim, Fiom e Uilm - è stringente l'approvazione del decreto annunciato. Per richiederlo a gran voce venerdì 21 settembre, al tavolo di trattativa in programma al Ministero dello Sviluppo Economico, ci presenteremo di nuovo accompagnati da tutti i lavoratori».