Oggi | 12 settembre 2018 15:32

Rossi punta a una holding pubblica dell'acqua

Dar vita, entro il 2034, ad un'unica holding pubblica dell'acqua che controlli gli attuali sette gestori locali. E' questa la prospettiva delineata stamattina dal presidente della Regione, Enrico Rossi, in una comunicazione al Consiglio regionale.

Nella seduta è stata approvata a maggioranza la proposta di risoluzione del Pd (primo firmatario Leonardo Marras) che impegna la Giunta ad «attivare un confronto con l'Autorità Idrica Toscana e i Comuni in merito alla gestione pubblica» del servizio idrico perché «si ritiene opportuno attivare un confronto fra Comuni e Regione per valutare assieme, alla luce delle scadenza delle concessioni esistenti, quale sia il percorso migliore per arrivare a un nuovo assetto della gestione dei servizi idrici in Toscana».

Entrata poi in funzione la società pubblica si dovrà individuare un soggetto finanziario, anch'esso pubblico, in grado di liquidare i partner privati e di fare gli investimenti programmati con l'Autorità idrica integrata.

Secondo Rossi «ripubblicizzare è necessario perché c'è il sentimento diffuso che l'acqua è un bene comune e, se governato dal pubblico, ci possono essere più garanzie di lungimiranza e poi perché i cittadini sono stufi di sapere che un pezzo delle loro tariffe finiscono a Roma, perché magari Acea partecipa alle società miste, o vanno nelle aziende di Caltagirone. I cittadini chiedono invece che le tariffe siano impiegate per far fronte a quel tema delicatissimo che è la manutenzione».

«Se - spiega il governatore - l'assemblea regionale dei sindaci, seguendo le indicazioni della legislazione vigente (che prevede che la società pubblica che supera il 25% della popolazione in ambito regionale rilevi le altre società), accoglierà ciò che i sindaci dei Comuni serviti da Publiacqua hanno già deciso all'unanimità di passare a una società interamente pubblica, il passo successivo sarà che entro il 2034, anno in cui scade l'ultima concessione per Gaia, Publiacqua avrà assorbito tutti le società e sarà effettivamente il nuovo gestore unico».

Ribadendo l'importante ruolo di concertazione che la Regione adesso può assumere per favorire il processo, Rossi ha concluso che «la Regione darà tutto il supporto legislativo, tecnico ed operativo a due condizioni: primo, che proseguano da parte delle aziende gli sforzi di efficientamento del sistema; secondo che le risorse derivanti ai Comuni dal servizio idrico integrato, ovvero i canoni di concessione (che complessivamente ammontano a circa 24 milioni annui, al netto del rimborso dei mutui) e gli utili societari (pari anch'essi a circa 24 milioni annui, di cui il 60-65% distribuito ai soci pubblici delle aziende digestione) siano destinate al sostegno finanziario del processo sopra descritto e non siano più distolti dal settore dei servizi idrici».