Oggi | 10 settembre 2018 16:14

«Sulle aperture festive serve una norma condivisa»

La Confesercenti toscana sposa la linea del Governo sulle aperture domenicali e auspica che la nuova disciplina sia decisa in base alle esigenze delle imprese. La proposta di legge limita le aperture nei giorni festivi ad otto l'anno: le domeniche di dicembre e ad altre quattro domeniche o festività durante il resto dei dodici mesi. D'accordo anche la Filcams Cgil Toscana che chiede però l'avvio di un confronto con i lavoratori del commercio che in Toscana sono 120mila.

L'approvazione della norma abrogherebbe la deregulation introdotta dal Governo Monti con il decreto "Salva Italia" che, nel 2012, aveva cancellato ogni limite ad orari e giorni di apertura per le attività commerciali.

Secondo Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana, «le liberalizzazioni non hanno portato i risultati auspicati né in termini di fatturati né per incremento del numero di occupati nel settore, basti pensare che nel 2017 le vendite del commercio al dettaglio, su scala nazionale, sono state inferiori di oltre 5 miliardi di euro ai livelli del 2011, ultimo anno prima della liberalizzazione».

Per questo motivo, l'associazione sostiene l'iniziativa del Governo e chiede una revisione dell'attuale regime con una norma condivisa e sostenibile. «Non siamo a favore del ‘chiusi sempre' - aggiunge Gronchi - crediamo che sia fondamentale restare aperti solo quando e dove necessario, come ad esempio nelle località turistiche».

Per il presidente di Confesercenti Toscana è fondamentale che «il punto di arrivo sia un regime di aperture stabilito in base alle necessità dei vari territori con decisioni condivise dalle amministrazioni comunali insieme alle associazioni di categoria che rappresentano le imprese. L'obiettivo - conclude Gronchi - è arrivare ad una direttiva chiara a livello nazionale, che permetta però una vera autonomia a livello locale».

Cinzia Bernardini segretaria generale Filcams Cgil Toscana ribadisce che è «una priorità intervenire sul decreto Salva Italia e sulle liberalizzazioni delle aperture, è positivo se il Parlamento ne discuterà in seguito a proposte di legge del Governo, chiediamo un confronto per far sentire la voce dei milioni di lavoratori del commercio, oltre 120mila in Toscana».

Per il sindacato è «indispensabile porre i limiti agli orari, alle aperture domenicali e festive con una legge nazionale e riconsegnare alle istituzioni locali, di concerto con le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali, la competenza per poter definire quali domeniche e con quali orari aprire, rispettando il principio che nelle festività civili e religiose non si lavori».

Sul tema interviene anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, che ricorda come la Toscana «aveva fatto una legge, concertata con le associazioni di categoria e dei consumatori, i sindacati e gli enti locali, per regolare con ragionevolezza la materia, ma una sentenza della Corte Costituzionale annullò la normativa regionale perché trattasi di concorrenza di competenza esclusiva dello Stato. Ora - conclude - se il governo vuole riaprire il discorso, siamo pronti a dare il nostro contributo».