Oggi | 10 settembre 2018 17:34

Geotermia, la Cgil chiede l'aumento dei canoni

Canoni concessori più alti e maggiori investimenti sul territorio per mitigare la presenza delle centrali geotermiche. E' quello che chiede la Cgil Toscana in vista dell'individuazione di altre aree di coltivazione geotermica e soprattutto della nuova legge sulla geotermia, annunciata da tempo dal presidente Rossi per disciplinare i rapporti tra concessionari e il territorio.

Le procedure per il rilascio dei permessi di ricerca hanno incontrato le resistenze del territorio che teme danni all'ambiente, al paesaggio e alla salute dei cittadini che abitano nelle aree della geotermia.

La Cgil Toscana chiede che la «Regione intervenga da subito pretendendo dai concessionari presenti e futuri che il ricorso alla geotermia sia valorizzato, non solo sotto il profilo più generale del risparmio e dell'autonomia energetica, ma soprattutto, sull'aumento e reimpiego dei canoni concessori, per incentivare gli insediamenti produttivi ad investire maggiori risorse sul territorio toscano anche attraverso una riduzione dei costi energetici, assicurando in questo modo maggiori investimenti per sviluppo, nuova occupazione e riduzione delle diseguaglianze territoriali».

Il sindacato chiede una valutazione degli investimenti da fare sui singoli territori, in modo da garantire una ricaduta positiva in termini di agevolazioni tariffarie e migliori servizi, maggiori risorse per i Comuni per sostenere lo sviluppo del comparto agricolo, forestale e turistico.

La Cgil ritiene inoltre «indispensabile garantire la più ampia trasparenza e rigore scientifico al controllo dell'impatto degli insediamenti geotermici sulla salute e l'ambiente, soprattutto attraverso il massimo coinvolgimento e condivisione delle comunità, con adeguate modalità di diffusione e comunicazione, con dati e rilevazioni scientifiche "super partes" e attraverso soluzioni tecniche e infrastrutturali che assicurino il minor impatto degli insediamenti anche sul piano paesaggistico».