Oggi | 10 agosto 2018 11:21

Etruria, annullate le multe Consob

La Consob di Giuseppe Vegas era al corrente sin dal 2013 della situazione di grave difficoltà in cui versava Banca Etruria. Lo era perché era stata puntualmente informata da Banca d'Italia che stava monitorando l'operato degli organi della banca aretina. La Commissione, però, sanzionò la banca soltanto cinque anni dopo, nel luglio del 2017. Per questa ragione, come sottolinea Il Sole 24 Ore oggi in edicola, la prima sezione civile della Corte d'Appello di Firenze (presidente Edoardo Monti, relatore Domenico Paparo) ha annullato la delibera 20069, irrogata a carico di cinque vecchi amministratori e sindaci della banca, sulle supposte lacune informative contenute nel prospetto informativo dell'aumento di capitale varato nel 2013.

Tra i sanzionati spiccava Massimo Tezzon, a lungo direttore generale proprio della Consob, che della banca aretina era stato presidente del collegio sindacale dall'aprile 2010 al febbraio 2015. Secondo i magistrati fiorentini, dunque, l'Authority di vigilanza quando autorizzò la divulgazione del prospetto informativo dell'aumento di capitale era già nelle condizioni di esprimere una valutazione negativa sulla situazione generale dell'azienda.

La ricapitalizzazione era stata imposta dalla Banca d'Italia il 21 settembre 2012 nell'ambito di un articolato piano di rafforzamento patrimoniale della banca che prevedeva anche la trasformazione in azioni di un bond convertibile emesso l'anno precedente e uno spin off immobiliare (l'operazione Palazzo della Fonte) che ne avrebbe rimpinguato le casse. La Commissione aveva sempre sostenuto di essere stata informata solo nel 2016 di tre documenti centrali che avrebbero consentito di arrivare alla bocciatura del prospetto. La tesi dell'avvocato Renzo Ristuccia in rappresentanza di Tezzon e degli altri opponenti, era diametralmente opposta: la Consob sin dalla fine del 2013 era a conoscenza almeno di due documenti importanti: tra cui le constatazioni delle ispezioni condotte ad Arezzo che si concludevano con un giudizio parzialmente sfavorevole.