Oggi | 7 agosto 2018 10:12

«Vertenza Bekaert, prima apertura della proprietà»

E' un agosto amaro per i lavoratori Bekaert dello stabilimento di Figline Valdarno (Firenze), 318 in tutto, ai quali l'azienda a giugno ha fatto sapere che saranno tutti licenziati . Per questo i dipendenti della multinazionale belga hanno scelto di stare davanti alla fabbrica, in presidio.

L'azienda ha fatto sapere di voler chiudere lo stabilimento il 4 settembre, ma in realtà l'incontro di oggi in Regione ha permesso uno slittamento dei tempi di un mese, con un nuovo confronto, in programma il 3 settembre, data dalla quale ripartiranno i termini della procedura.

Fiom Cgil chiede come condizione necessaria la sospensione dei licenziamenti ma la multinazionale belga è ferma nella sua decisione di chiudere a Figline, con la produzione che verrà spostata in Romania.

«Siamo di fronte ad una prima, se pur insufficiente, apertura da parte di Bekaert - dice il presidente della Regione Enrico Rossi -. Una dilazione che era dovuta, anche solo per buon senso, dato che si evita il confronto a Ferragosto. Ora ci aspettiamo che al prossimo incontro, con ragionevolezza e senso di responsabilità verso un territorio e lavoratori che tanto hanno dato in termini di competenza e impegno lavorativo, venga accolta la richiesta che ripropongo, e che è presente nella posizione dei lavoratori e dei sindacati, per una sospensione più lunga della procedura che possa permettere di verificare e costruire soluzioni serie e credibili per un futuro produttivo dello stabilimento di Figline e per il lavoro dei dipendenti coinvolti dai licenziamenti».

«I padroni di Bekaert sono venuti in Italia e ora all'improvviso decidono di andarsene - dice il segretario provinciale Fiom Cgil Daniele Calosi -. Non è giusto. Paghino un risarcimento, morale, al territorio e ai lavoratori. Ci lascino lo stabilimento, per consentirci di ripartire con i lavoratori e le istituzioni ed evitare questa enorme ferita per un'intera comunità».

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