Efficientamento energetico, ritardi e soluzioni | Toscana24
PROMO PA | 31 marzo 2018 09:19

Efficientamento energetico, ritardi e soluzioni

Oltre 6 miliardi di euro di spesa e un consumo medio fra gli 80 e i 100 TWh: queste le cifre della Pubblica Amministrazione alla voce di spesa energetica emerse dall' Energy Efficiency Report. Ne consegue che le potenzialità in termini di efficientamento e risparmio energetico sono enormi, sviluppando così un mercato dal valore potenziale di 1 miliardo di euro all'anno, di cui almeno 100 milioni in Toscana.

Ad oggi però tale potenziale risulta inespressa, in primo luogo – ma non solo- per motivi di carattere finanziario legati al reperimento delle risorse per effettuare gli investimenti, attività che risulta particolarmente complessa soprattutto per i Comuni che stentano a conoscere gli strumenti e le tipologie di fondi di finanziamento per gli investimenti in efficienza energetica nonché le relative procedure di accesso, a livello nazionale (come per esempio il fondo per l'efficienza energetica da 185 milioni di euro gestito da Invitalia per concedere finanziamenti agevolati al tasso dello 0,25% e garanzie sui crediti di terzi a imprese e pubbliche amministrazioni per la realizzazione di interventi su edifici e impianti), che comunitario.

Accanto alle barriere di tipo strettamente finanziario, giocano un ruolo importante anche le problematiche di tipo organizzativo-gestionale, legate in particolare alle competenze interne che sono necessarie per supportare gli investimenti in efficienza energetica e gestire le relazioni con gli altri soggetti coinvolti.

Gli enti pubblici sono infatti carenti di professionalità tecniche competenti in materia di efficienza energetica e dedicate all'individuazione delle opportunità in questo ambito e alla successiva realizzazione degli interventi. La stessa Pa non ha consapevolezza e informazione circa lo stato dei consumi energetici degli edifici, che spesso sono attivati da diversi centri decisionali con la conseguenza che manca un punto di sintesi, premessa indispensabile per attivare un processo di efficientamento energetico.

Oltre ad un deficit di struttura interna, emergono criticità legate alla relazione con le ESCo, società tipicamente deputate alla realizzazione degli interventi di efficienza energetica e, in certi casi, al reperimento delle risorse finanziarie necessarie perché la mancanza di adeguate competenze interne rende difficile valutare la bontà delle soluzioni proposte.

Gli energy manager, che sarebbero la soluzione dal punto di vista professionale rimangono una minoranza. Solo l'8% dei quelli necessari sono infatti effettivamente presenti nelle amministrazioni.

Investire nella formazione in materia può dunque costituire l'unica soluzione per le amministrazioni pubbliche a fronte del potenziale risparmio valutato dall'Energy Efficienzy Report.

Teresa Cervino