Oggi | 12 luglio 2018 19:09

Ancora dolori per l'edilizia in crisi

Non si ferma la scia di lavori interrotti e stipendi non pagati legata alla crisi dell'edilizia scoppiata ormai da anni.

Oggi, 12 luglio, è stato il giorno di due proteste: quella delle imprese Consorzio stabile Gst, Calenzano Asfalti, Jacini, Ies Fratelli Massai e Varvarito Lavori - subappaltatrici di Grandi Lavori Fincosit per la realizzazione della linea 2 della tramvia di Firenze - che non riscuotono da mesi e che hanno annunciato di non poter più far fronte, in queste condizioni, al pagamento dei lavoratori; e quella degli ex lavoratori del Consorzio Etruria di Montelupo Fiorentino (in concordato), poi passati alla coop L'Avvenire (in liquidazione), e ora riassunti solo in parte (20 su 76) dall'emiliana Sicrea che ha affittato un ramo d'azienda.

Sul primo fronte la situazione è sempre più ingarbugliata, anche perché Grandi Lavori Fincosit ha chiesto il concordato preventivo. Le imprese subappaltatrici sono «fortemente preoccupate per il loro futuro e per quello delle famiglie delle loro maestranze» e si domandano come sia possibile che aziende che lavorano non possano avere i soldi pubblici stanziati per la realizzazione dell'opera. «Per questo chiediamo l'intervento di istituzioni e magistratura - dicono - affinché vengano accertate le eventuali responsabilità e si possano proseguire i lavori fino in fondo e nel più breve tempo possibile».

A sostegno delle ragioni delle aziende si schiera con una nota Ance Toscana Nord (Prato, Pistoia, Lucca): «E' grande la preoccupazione per il futuro di queste realtà imprenditoriali del nostro territorio coinvolte incolpevolmente e loro malgrado in una situazione di cui non riescono più a farsi carico. Ance Toscana Nord sosterrà le ragioni di queste imprese affinché l'Amministrazione comunale di Firenze, che finora ha dimostrato impegno sulla vicenda, e la società concessionaria Tram intervengano per sbloccare la situazione, proseguendo le opere fino al completamento e disponendo il pagamento immediato dei lavori realizzati dai subappaltatori».

Sul fronte della vertenza Cl'a (coop L'Avvenire), invece, il sindacato Fillea-Cgil Toscana sottolinea che è stato disatteso l'accordo sulla mobilità firmato nel maggio scorso . «I lavoratori sono esasperati, chiamiamo le controparti alle responsabilità, quell'accordo va applicato integralmente», dice la segretaria toscana Giulia Bartoli (Fillea Cgil Toscana).

In particolare i lavoratori non riassunti (che non riscuotono da marzo e in gran parte non hanno avuto accesso alla Naspi) secondo il sindacato hanno visto disatteso l'accordo sulla mobilità e l'incentivo da 10mila euro.

L'incontro che si è svolto oggi a Firenze tra la Regione Toscana, il commissario liquidatore della coop L'Avvenire, Sicrea e Fillea-Cgil è stato aggiornato al 20 luglio.

.