Oggi | 6 luglio 2018 18:08

L'Irpet vede crescita lenta (col rischio dazi-Bce)

Il Pil della Toscana crescerà dell'1,5% nel 2018, dell'1,4% nel 2019 e dell'1,2% nel 2020, ma le incognite legate ai tassi d'interesse e ai dazi pesano sugli scenari alternativi. Sono queste le previsioni dell'Irpet, contenute nel rapporto sull'economia regionale presentato oggi a Firenze, che rivela come nel 2017 per il secondo anno consecutivo l'economia toscana sia cresciuta meno della media nazionale, con incrementi più contenuti per il Pil (+1,2% contro +1,5%) l'export (+3,3% contro +6,6%), gli investimenti (+2,5% contro +3,7%).

«E' una crescita lenta - ammette Stefano Casini Benvenuti, direttore dell'Irpet - tant'è che ancora oggi siamo sotto i livelli del 2007. Questa crescita Ha riguardato molte molti aspetti della nostra economia: il lato positivo è certamente una ripresa anche degli investimenti, e questo è il segno di una visione abbastanza positiva da parte degli imprenditori. Sono cresciuti i consumi, il reddito disponibile, l'occupazione: qui i numeri sono in crescita un po' in tutti i settori, però è un'occupazione in larga parte debole, precaria, e quindi non soddisfa completamente le esigenze dei toscani, specialmente dei giovani che hanno ancora difficoltà».

Secondo i ricercatori dell'istituto, peraltro, le stime sul Pil andrebbero riviste al ribasso (+1,3% nel 2019, +0,9% nel 2020) in caso di stretta monetaria da parte della Bce, o in caso di introduzione di dazi tali da portare ad un ridimensionamento del commercio internazionale. «Prevediamo una crescita modesta - sostiene Casini Benvenuti - in attesa di un quadro internazionale che rischia però di peggiorare: le discussioni sul protezionismo rischiano di rallentare la crescita dell'economia mondiale, e quindi di una regione molto aperta agli scambi commerciali come la Toscana».

La riduzione della distanza tra il Pil potenziale e quello effettivo, secondo l'Irpet, rivela che l'eredità degli anni della crisi è «un sistema con un motore più piccolo e che strutturalmente sarà sempre più in difficoltà ad essere sufficiente alle esigenze della popolazione». Questa realtà, scrivono i ricercatori, «dovrebbe rafforzare la necessità di concentrare le risorse verso un significativo rilancio degli investimenti che rappresentano l'unica via attraverso la quale è possibile accrescere la produttività e, con essa, la crescita dell'economia col doppio obiettivo di mantenere/rafforzare la sua capacità di esportare, ma anche di impostare politiche di import-substitution particolarmente urgenti laddove la dipendenza dall'estero incide pesantemente sulla nostra bilancia commerciale: è il caso ad esempio della dipendenza energetica».

Secondo il presidente della Regione, Enrico Rossi, è necessario realizzare le infrastrutture progettate: per la Toscana centrale, nodo Tav e aeroporto di Firenze; per la costa, il potenziamento dei porti; per il sud, il completamento della Due Mari, e infrastrutture di trasformazione agroalimentare. «Gli economisti - afferma - sono troppo distratti, vedono la Toscana come la terra delle bellezze artistiche e naturali, non riescono a capire che in Toscana c'è stato un dinamismo straordinario». Tanto da renderla, per il governatore, il quarto vertice del triangolo Lombardia-Veneto-Emilia Romagna, per cui «quel triangolo è un quadrilatero».