Oggi | 5 luglio 2018 16:29

Unicoop Tirreno: «Ora integrazione con le altre Coop»

Unicoop Tirreno prosegue il processo di risanamento, dimezza le perdite e - anche se non può dirsi ancora fuori dal tunnel - intravede la luce grazie anche all'aiuto delle altre Coop (soprattutto Unicoop Firenze e Coop Alleanza 3.0, oltre a Novacoop, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Centro Italia, Coop Reno e Coop Amiatina) con le quali si prepara a rafforzare le sinergie: «Andiamo verso un'integrazione operativa con le altre cooperative di consumo - ha spiegato oggi, 5 luglio, il presidente Marco Lami in una conferenza stampa nella sede di Riotorto (Piombino) - integrazioni che non riguardano solo gli acquisti ma anche la logistica, i sistemi informativi e altri terreni che il mondo cooperativo ha cominciato ad affrontare in ritardo. Unicoop Tirreno non sparirà, ma stringerà sinergie più forti con le altre Coop».

Proprio con queste "altre Coop", che nel dicembre 2016 hanno prestato a Unicoop Tirreno 170 milioni per rafforzare il patrimonio , la cooperativa di Piombino sta discutendo della possibilità di allungare la scadenza naturale del prestito prevista per il 2019. «Ci stiamo confrontando sui risultati e su cosa si potrebbe fare - spiega Lami - ed entro fine anno contiamo di concludere la discussione».

I 170 milioni erogati sotto forma di "strumenti finanziari partecipativi" sono serviti a garantire il prestito sociale (i soldi depositati dai cittadini-soci nelle casse della cooperativa), che secondo le nuove regole di Bankitalia non può superare di tre volte il patrimonio, e che nel 2017 è sceso di 258 milioni grazie ai rimborsi: oggi il prestito sociale ammonta a 662 milioni (era più di 1 miliardo a fine 2015), con un rapporto di 1 a 2,2.

Il bilancio 2017 di Unicoop Tirreno, come ha spiegato il direttore generale Piero Canova, si è chiuso con un fatturato in crescita dello 0,6% a 981 milioni di euro e una perdita quasi dimezzata pari a 23,4 milioni (contro i 38,7 milioni di rosso dell'anno precedente). La cooperativa che presidia la costa toscana nel corso dell'anno ha chiuso otto piccoli negozi: «A parità di perimetro l'aumento delle vendite nel 2017 è stato del 3,5%» sottolinea Canova definendo i risultati di bilancio «in miglioramento e in linea col piano industriale , anche se la strada da fare è ancora lunga».

I vertici della coop si mantengono dunque prudenti, consapevoli del percorso di risanamento che hanno davanti per centrare l'obiettivo (confermato) del ritorno a una gestione caratteristica positiva nel 2019: «Nessun trionfalismo - dicono - l'anno scorso abbiamo destinato quasi nove milioni di euro agli incentivi all'esodo e abbiamo investito oltre 20 milioni di euro sulla rete di vendita; quest'anno stiamo continuando a investire sulla rete e il 1 settembre riapriremo l'ex ipermercato di Livorno trasformato in un mercato tipico con offerta di prodotti locali». Nel 2017 hanno lasciato la cooperativa 400 dipendenti, da gennaio a maggio ne sono usciti altri 110 e un altro centinaio lo farà nei prossimi mesi.

La prima metà del 2018 conferma il miglioramento dei conti. «Nei prossimi tre anni - concludono i vertici rivelando di aver allungato il piano di rilancio al 2020 - dovremo realizzare miglioramenti dello stesso peso di quelli realizzati in questo anno e mezzo».