Oggi | 5 luglio 2018 09:02

Schiarita su Bekaert, spunta l'ipotesi riconversione

E' possibile reindustrializzare lo stabilimento Bekaert di Figline Valdarno: questa la proposta emersa al tavolo fra azienda e sindacati ospitato da Confindustria Toscana, e che sarà oggetto di discussione oggi pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico, dove le parti si incontreranno di nuovo per capire come far fronte alla decisione della multinazionale belga di dismettere la fabbrica, e dunque licenziare i 318 addetti.

«Il management - dichiara Bekaert - ha confermato l'intenzione di avviare al più presto un dialogo costruttivo teso ad attenuare l'impatto sociale per i 318 dipendenti interessati e collaborerà a possibili soluzioni di reindustrializzazione che potrebbero delinearsi».

Nell'interpretazione data dai sindacati presenti al tavolo, la prospettiva è quella di un allungamento dei tempi per la dismissione, in modo da consentire da un lato l'accesso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori, con la probabile attivazione della Cassa integrazione straordinaria; dall'altro, l'apertura a un processo di reindustrializzazione, fatta salva la condizione posta da Bekaert per cui chi subentrerà non potrà produrre steel cord, e quindi essere competitor diretto del gruppo belga.

«Dobbiamo esplorare col governo in cosa si concretizza quel tempo in più, e ci deve essere la disponibilità del Ministero a supportare un processo complesso come questo», ha affermato dopo l'incontro Alessandro Beccastrini (Fim-Cisl). «Il tempo è strategico - sostiene Daniele Calosi (Fiom-Cgil) - ed è necessaria una trattativa senza pistola alla testa. Puntiamo all'attivazione degli ammortizzatori sociali per non lasciare in mezzo di strada 318 famiglie e, per questo, l'incontro al ministero dello Sviluppo economico sarà fondamentale nella gestione e nelle modalità della trattativa».